"Dentro un ring o fuori non c'è niente di sbagliato a cadere. E' sbagliato rimanere a terra" (Muhammad Ali)
domenica 27 aprile 2014
AAA TESTA CERCASI
Una giornata podisticamente memorabile quella appena conclusa, che mi vede tornare a scrivere su questo blog a poco più di un mese dal mio ultimo post, quello successivo alla Maratona di Roma.
La capitale oggi ha dato anch'essa il meglio di se, riuscendo a far umanamente emozionare anche un non convinto credente come il sottoscritto, con una cerimonia di beatificazione dei due papi che mi ha molto toccato.
Tornando invece alle nostre umili vicende terrene, oggi nel panorama delle corse su strada pugliesi c'era davvero l'imbarazzo della scelta: la mezza di Ostuni (BR), una gara di 10 km a Ginosa (TA) e la classicissima Marcialonga di Primavera di Borgagne (LE), giunta alla sua trentaquattresima edizione ed ascrivibile così alle gare più longeve del podismo salentino, di sicuro.
Io ho scelto quest'ultima, assieme ad un gruppo di amici vegliesi, con i quali ci siamo divisi il penultimo volantinaggio prima della nostra Portoselvaggio Half Marathon del prossimo 11 maggio. Altri amici sempre di Veglie ed un nutrito gruppo di galatonesi hanno optato invece per un più ampio volantinaggio ad Ostuni. Ce la stiamo davvero mettendo tutta per promuovere la nostra gara e sono certo che alla fine tutto questo impegno sarà in qualche modo ripagato.
La gara di oggi è stata poco più di una scampagnata, in realtà: a Borgagne si è vissuto un clima festoso e pen nulla competitivo, almeno per il sottoscritto. Ho corso sempre in compagnia di Emanuele Fai, con il quale siamo giunti all'arrivo insieme e devo dire che nonostante la temperatura fosse al limite e la condizione di forma fosse ancora estremamente precaria, complice anche la chiacchierata che ci siamo fatti per il primi 8 km, la gara in definitiva è scivolata via senza grossi patemi. Una certa sofferenza, ma tutto sommato anche gestibile. Il tempo finale di poco superiore ai 54 minuti (x 11 km) non è neppure da buttare.
La sensazione di oggi è di avere ancora parecchia strada da fare per raggiungere una forma accettabile, ma le gambe non girano anche perchè la testa è troppo lontana. La testa è altrove...
Per scoprire dov'è la mia testa CLICCA QUI.
lunedì 24 marzo 2014
LA MIA MARATONA DI ROMA - 2014 - ***FOTO*** - ***RISULTATI***
La maratona rappresenta davvero un evento sportivo ed umano unico nel suo genere. Ti coinvolge non soltanto nel gesto tecnico, ma addirittura nel tuo essere.
Il quadro, la tela, consuma le sue pennellate nel giro di poche ore, per qualcuno tantissime, per altri molto poche. Nel mio caso sono durate 4 ore e 5 minuti, ma quello che forse in alcuni casi conta di più è il contorno, la cornice per restare nella metafora. Una cornice che avvolge la tela fin dai giorni e dalle settimane precedenti e che dura fino a diversi giorni ancora dopo, fin quando l'acido lattico accumulato nei tuoi muscoli non ti consentirà di riprendere a camminare e correre senza che ad ogni passo il tuo pensiero non vada a quei momenti così intensamente vissuti.
Sarebbe dovuta essere la maratona da vivere con la mia famiglia, dopo diversi mesi, un paio d'anni ormai, che non ci muoviamo da casa per vari motivi. Ed anche questa volta i "vari motivi" hanno vinto, nel senso che il lavoro e sopratutto gli acciacchi influenzali degli ultimi giorni hanno impedito una partenza familiare. Così mi sono ritrovato a dover gestire una situazione diversa da come me l'ero immaginata: non più partenza in auto, ma in treno, lungo una tratta che difficilmente ripercorrerò sui binari: anzichè partire il giovedi sera e gestirmi con calma il venerdi ed il sabato precedente la gara a Roma, anche per motivi di lavoro, mi è toccata una levataccia di sabato mattina alle 3:30, con partenza in treno da Lecce alle 5:45 ed arrivo a Roma Termini alle 11:30, dopo una tratta appenninica da lavanda gastrica. Da lì, ci rechiamo subito all'alloggio, con bagagli al seguito tra metropolitane, autobus e una capitale davvero invivibile dal punto di vista del caos e del traffico. Pranzo costituito da un trancetto di pizza ed una veloce bevanda e poco dopo, per dolce, una coda immane per ritirare i pacchi gara all'Eur.
Per fortuna qui al Palazzo dei Congressi sono riuscito a rilassarmi un pò e ad entrare nel clima gara, grazie anche all'incontro (casuale) con il locale Club Rotary col quale abbiamo condiviso l'iniziativa della prossima 21 km che stiamo organizzando l'11 maggio a Nardò in collaborazione proprio con il Club Rotary; e grazie all'incontro (cercato) con l'amica che finora era stata solo virtuale, Elisa, con la quale abbiamo in comune una passione per la corsa e per la solidarietà, visto che anche loro spesso riescono a coniugare con l'associazione Spiragli di Luce le due cose. L'associazione era presente tra quelle delle charity nell'ambito della Maratona di Roma.
Con il mio idolo da sempre: Giorgio Calcaterra
Stanco morto e con una martellante emicrania ho affrontato una serata, una vigilia gara, tra le peggiori che mi potessero capitare. In trattoria ho ordinato un piattone di spaghetti conditi da tanta speranza, quella di riposare la notte quel tanto che potesse bastare per arrivare in condizioni decenti all'arrivo.
La notte: e chi se la ricorda? La notte tra sabato e domenica è successo un miracolo, un autentico miracolo. Mi sono sparato sette ore e mezza di dormita che non mi capitava da prima che nascesse Giulia, da almeno un anno ormai!!! Mai dormito così a lungo e mai svegliato così riposato, rilassato e convinto. Da qui comincia un altro racconto.Mi presento al via della Maratona e dopo un caos vero e proprio per lasciare lo zaino al deposito bagagli, visto che non riuscivo a trovare il mio camion e che mancavano ormai meno di 15 minuti al via, riesco a trovare l'agognato mezzo, mi spoglio in fretta, lascio il bagaglio e me ne vado nella mia gabbia: pettorale 7422, gabbia C, la gabbia dei leoni, la gabbia di ferro!
Non sarà facile. Sono finalmente riposato e rilassato. cerco di concentrarmi dopo mesi di duro lavoro di preparazione della nostra gara, la Portoselvaggio Half Marathon, che ha tolto tempo ed energia alla preparazione di questa Maratona. Non sono, nè mi sento preparato, ma sono finalmente tranquillo e mi impongo una strategia attendista: piove a dirotto, sono bagnato fradicio, poco convinto dei miei mezzi tecnici: mi conviene fare il turista! Si parte...Poco dopo il Campidoglio una banda suona la musica della canzone dei sommergibilisti, la conosco: "...del nemico e nelle avversità se ne infischia perchè sa...che vincerà!". Diventa il mio mantra personalissimo che mi accompagnerà in questa 42 km di corsa lungo le strade della Città Eterna.
Le vie sono zuppe di pioggia, imposto il "navigatore", il pilota automatico del mio "sommergibile" ad un ritmo che mi consenta di non entrare mai in affanno e di gestire qualsiasi difficoltà. Comincio ad infischiarmene seriamente del nemico e delle avversità. Non ho con me nè il Garmin (che ho abbandonato da tempo), nè la voglia di guardare più di tanto il cronometro. Voglio solo ascoltare le mie gambe, la mia testa ed i miei polmoni, mi guideranno loro e loro sapranno loro cosa fare. Mi godo lo spettacolo dei 20.000 che partono con me, mi perdo nel leggere sulle loro maglie i paesi di provenienza, gli sponsor, le frasi che si sono stampati certi podisti sulle canotte, le stravaganze di alcuni corridori un pò matti o mattacchioni che dir si voglia, alcuni passi particolari, alcune battute, le frasi, gli scherzi...i colori, la musica delle fanfare e della gente che a bordo strada pur sotto la pioggia non smette mai di incitarci al passaggio. Alcuni mi chiamano a gran voce per nome, incitandomi con forza a non mollare. E quando mi stavo convincendo che ero così famoso da essere riconosciuto al passaggio, mi rendo conto che ho il nome GIUSEPPE stampato sul pettorale. Una vana illusione di grandezza, non sono Abebe Bikila e non sono certamente scalzo, anzi ho ai piedi l'ultimo modello di Mizuno regalate da Piera, Francesca e Giulia in occasione della Festa del Papà da poco trascorsa. Grandi scarpe!
Questa è da sempre la Maratona di Roma, un concentrato di emozioni che non basterebbero giornate intere a descrivere e ripercorrere. La gara...sì la gara...questa volta vola via abbastanza facilmente. Il mio ritmo un pò volutamente (ed un pò forzatamente) blando mi consente di non soffrire quasi mai cali di forma o crisi. Sarà un ritmo costante che si aggirerà sui 5'45" a km, secondo più secondo meno. sarà sempre così e scivolerà via, in solitaria, si fa per dire, tra 20.000 altri podisti che come me hanno deciso di divertirsi e misurarsi. Unici tentennamenti verso il 34° primo ed il 39° km poi, subito dopo l'incontro con mio cigino Alessandro, che lavora lì a Piazza del Popolo e che mi scatta due belle foto. Ed è quasi finita ormai.
Taglio il traguardo fresco, mai sofferente, rilassato, in scioltezza oserei dire.
Quattro ore e cinque minuti e quarantasei secondi al real time.
Quattro ore e otto il tempo generale.
Una bella Maratona di Roma, oserei dire "matura", diversa per certi aspetti sia come impostazione mentale, sia come condotta di gara, rispetto alle otto che l'avevano preceduta, quattro delle quali corse proprio attorno al Colosseo. La prossima, la decima, sarà la maratona "dell'anniversario".
Non so ancora nè dove, nè quando la correrò.
So per certo anche quella, proprio come questa, sarà a a modo suo speciale, unica ed irripetibile.
Alla prossima.
Pettorale: 7422 - SPENGA GIUSEPPE
Anno di nascita: 1976 - Nazionalita': ITA
Società: SPORT RUNNING PORTOSELVAGGIO
Tempo finale: 4:08:04
Posizione assoluta: 7028°
| Split | Time | min/Km | Delta | min/Km | RealTime |
| Via Ostiense (5K) | 0:30:39 | 6,07 | 0:30:39 | 6,07 | 0:28:20 |
| Via Ettore Rolli (10K) | 0:58:31 | 5,51 | 0:27:52 | 5,34 | 0:56:12 |
| Lungotevere dei Sangallo (15K) | 1:26:53 | 5,47 | 0:28:22 | 5,40 | 1:24:34 |
| Via della Giuliana (21.097K) | 2:01:11 | 5,44 | 0:34:18 | 5,37 | 1:58:52 |
| Piazza Lauro De Bosis (25K) | 2:23:35 | 5,44 | 0:22:24 | 5,44 | 2:21:17 |
| Viale della XVII Olimpiade (30K) | 2:52:48 | 5,45 | 0:29:13 | 5,50 | 2:50:29 |
| Lungotevere Arnaldo da Brescia (35K) | 3:22:32 | 5,47 | 0:29:44 | 5,56 | 3:20:13 |
| Via dei Fori Imperiali (FINISH) | 4:08:04 | 5,52 | 0:45:32 | 6,19 | 4:05:46 |
lunedì 10 marzo 2014
Da grande
Continua, tra un ritaglio di tempo e l'altro, la preparazione alla maratona meno preparata tra quelle finora corse e, ci tengo a precisarlo, tutte portate a termine. Roma 2014 è stata programmata più per voglia di "evasione", per necessità personale più che per espressione tecnica di corsa. Non mi concedo una gita fuori porta da quasi due anni e davvero pensavo di scoppiare se non mi fossi organizzato per una maratona. Ed eccomi giunto nuovamente alla soglia del mio quinto debutto nella capitale.
Chi vivrà vedrà come andrà a finire e l'obiettivo minimo a 'sto giro è più che mai impostare un ritmo di gara che mi consenta di tagliare il traguardo. Me ne infischio del tempo finale, ma davvero! Non mi porto dietro neppure il Garmin. Non lo dico per buttare avanti le mani, come spesso si tende a fare nel podismo. Chiudere la 42 km del 23 marzo è il mio obiettivo massimo, tutto il resto non conta.
Intanto ieri mi sono corso la bella mezza di Lecce, che quest'anno è stata azzeccatissima: percorso, organizzazione e partecipazione, oltre che clima, sono stati tutti a puntino. Bravi tutti. Se riuscissimo noi tra due mesi a fare almeno altrettanto bacerei la terra sotto i miei piedi.
Una mezza a quindici giorni da una maratona casca proprio a fagiolo, non c'è che dire. Inutile che dica com'è andata dal punto di vista tecnico: commentare un 1:53' non è eccezionalmente gratificante, ma così è in questo periodo, prendere o lasciare.
Mi sono allenato poco, male, senza testa, nè coda. L'impegno personale della 21 km che stiamo portando avanti per il prossimo 11 maggio a Portoselvaggio ha di fatto catalizzato i miei ultimi 4 mesi di vita, confermando quello che in parte "temevo" alla vigilia dell'imbarco su questa nave: non è, nè sarà facile. Infatti non lo è. Certo l'impresa sarà gratificante, senza ombra di dubbio. Ma forse è bene che rifletta, all'indomani della Maratona di Roma prima e della nostra 21 poi, su cosa davvero Giuseppe Spenga vuole fare da grande. Vorrei davvero più di ogni altra cosa, almeno una volta, pensare a me e soltanto a me. Ci sarà modo e tempo per riflettere, adesso non serve.
Adesso serve correre. E correrò...più forte che posso, come sempre da quando son nato d'altronde.
Alla prossima.
Chi vivrà vedrà come andrà a finire e l'obiettivo minimo a 'sto giro è più che mai impostare un ritmo di gara che mi consenta di tagliare il traguardo. Me ne infischio del tempo finale, ma davvero! Non mi porto dietro neppure il Garmin. Non lo dico per buttare avanti le mani, come spesso si tende a fare nel podismo. Chiudere la 42 km del 23 marzo è il mio obiettivo massimo, tutto il resto non conta.
Intanto ieri mi sono corso la bella mezza di Lecce, che quest'anno è stata azzeccatissima: percorso, organizzazione e partecipazione, oltre che clima, sono stati tutti a puntino. Bravi tutti. Se riuscissimo noi tra due mesi a fare almeno altrettanto bacerei la terra sotto i miei piedi.
Una mezza a quindici giorni da una maratona casca proprio a fagiolo, non c'è che dire. Inutile che dica com'è andata dal punto di vista tecnico: commentare un 1:53' non è eccezionalmente gratificante, ma così è in questo periodo, prendere o lasciare.
Mi sono allenato poco, male, senza testa, nè coda. L'impegno personale della 21 km che stiamo portando avanti per il prossimo 11 maggio a Portoselvaggio ha di fatto catalizzato i miei ultimi 4 mesi di vita, confermando quello che in parte "temevo" alla vigilia dell'imbarco su questa nave: non è, nè sarà facile. Infatti non lo è. Certo l'impresa sarà gratificante, senza ombra di dubbio. Ma forse è bene che rifletta, all'indomani della Maratona di Roma prima e della nostra 21 poi, su cosa davvero Giuseppe Spenga vuole fare da grande. Vorrei davvero più di ogni altra cosa, almeno una volta, pensare a me e soltanto a me. Ci sarà modo e tempo per riflettere, adesso non serve.
Adesso serve correre. E correrò...più forte che posso, come sempre da quando son nato d'altronde.
Alla prossima.
Arrivo "Corri a Lecce" - 2014
domenica 23 febbraio 2014
LUNGHISSIMO
Il lunghissimo è andato e con esso l'80% della mia paura di non farcela per mancanza di un adeguato allenamento.
Ieri pomeriggio ho corso i miei 36 km in 3h 33' e le sensazioni del dopo corsa non sono state poi così schifose. Ho condotto l'allenamento volutamente da solo, per poter decidere in piena autonomia il ritmo più consono al mio passo attuale, senza farmi condizionare dalla presenza di un compagno che potesse avere un ritmo superiore (o inferiore) al mio. Ho corso in assoluta scioltezza e tranquillità i primi 21/22 km. Poi è cominciata ad affiorare una certa ansia, non saprei come definirla, ma l'ho già provata altre volte. Non è solo una questione di gambe o polmoni, anzi. Se dovessi dare un voto alle mie gambe direi che si meritano un bel 8. Ho recuperato peraltro abbastanza bene e già adesso dopo 24 ore mi sento abbastanza fresco. I miei polmoni stanno benone, 8 anche a loro. Mai un cenno di affanno o di affaticamento di nessun genere, anche grazie ad un ritmo sempre volutamente blando, da allenamento.
Ciò che mi ha fatto difetto, a parte un'iperacidità finale causata da una bustina di zucchero maldestramente buttata giù al 25°, è stata la testa, l'ansia di non farcela. E' qui che devo lavorare nel mese che mi separa dallo start della Maratona di Roma: devo convincermi che posso farcela, che correre per 4 ore di fila è non solo possibile, ma anche..."auspicabile" direi!!!
Sono alla mia nona maratona, eppure ogni volta me ne dimentico...
venerdì 21 febbraio 2014
MARATONA DI ROMA 2014 e PORTOSELVAGGIO HALF MARATHON
Ci siamo!
Nel bel mezzo della preparazione della Maratona di Roma del prossimo 23 marzo, giunto ormai in grave ritardo alla soglia dell'allenamento del 32° km che farò domani pomeriggio, mi ritrovo nel bel mezzo di una entusiasmante organizzazione di una gara, una splendida esperienza a dire il vero che mi sta facendo confrontare con nuovi e vecchi amici, con il mondo dell'imprenditoria a livelli anche abbastanza alti e con uno spirito solidaristico che a me grazie al Cielo non ha mai fatto difetto, ma che spero assuma in questa occasione una portata più sostanziosa.
Parlo della Portoselvaggio Half Marathon, gara di 21 km organizzata tra gli altri anche dal sottoscritto e da tanti altri amici che stanno con me condividendo questa esperienza spero esaltante fino alla fine.
Vi aspetto, amici blogger e conoscenti, per correre "a casa mia" questa volta, come se foste tutti quanti miei personalissimi ospiti.
Di seguito pubblico un pò di link:
IL REGOLAMENTO: http://www.cronogare.it/eventi.asp?ide=257
IL SITO: www.sportrunningportoselvaggio.blogspot.it
LA PAGINA FB: https://www.facebook.com/pages/Portoselvaggio-Half-Marathon/1385587231700279?fref=ts
IL VOLANTINO UFFICIALE della gara
mercoledì 12 febbraio 2014
Mi diverto...
L'avevo detto alcune settimane fa che ricominciavo a divertirmi. E lo confermo.
Mi diverto quando vedo che alcuni sacrifici cominciano a diventare frutti: a piccoli grandi passi la mezza maratona che stiamo organizzando per il prossimo 11 maggio sta prendendo la forma che avevamo pensato di darle. Non ci dormo la notte ed il giorno sono sempre impegnatissimo. Ci sto mettendo l'anima, ma sto imparando tantissimo. Un'esperienza che, nel bene o nel male, mi sta formando come poche.
Mi diverto quando il mio lavoro mi riesce bene, mi dà soddisfazione. Non economiche, purtroppo quelle stentano, ma non per colpa nostra, bensì a causa di questa congiuntura sfavorevole e di questo stato che ci sta succhiando anche il midollo. Ma ci sta venendo una gran bella cucina e questo mi gratifica molto.
Mi diverto perchè due giorni fa mi sono iscritto dopo ben un anno e mezzo ad una maratona, quella di Roma. E' ufficiale: al netto della sfiga (come dico sempre) il 23 marzo sarò alla ventesima edizione della Maratona di Roma. Obiettivo tagliare il traguardo, e non lo dico tanto per dire questa volta, ma per necessità. Non faccio un lunghissimo dall'ultima preparazione, anche se sono in forma e ne farò un paio prima di presentarmi al via, a cominciare da sabato prossimo.
Sabato passato ho corso 19 km, domenica ho partecipato al bel Cross del Cillarese a Brindisi, dove ho avuto la conferma di stare bene, oggi pomeriggio ho corso altri 12 km e adesso per fine settimana conto di chiudere una distanza da 25 a 27 km.
Tanta roba, insomma. Tanto entusiasmo che spero continui a convogliare verso cose positive come sta avvenendo ultimamente.
Alla prossima.
Mi diverto quando vedo che alcuni sacrifici cominciano a diventare frutti: a piccoli grandi passi la mezza maratona che stiamo organizzando per il prossimo 11 maggio sta prendendo la forma che avevamo pensato di darle. Non ci dormo la notte ed il giorno sono sempre impegnatissimo. Ci sto mettendo l'anima, ma sto imparando tantissimo. Un'esperienza che, nel bene o nel male, mi sta formando come poche.
Mi diverto quando il mio lavoro mi riesce bene, mi dà soddisfazione. Non economiche, purtroppo quelle stentano, ma non per colpa nostra, bensì a causa di questa congiuntura sfavorevole e di questo stato che ci sta succhiando anche il midollo. Ma ci sta venendo una gran bella cucina e questo mi gratifica molto.
Mi diverto perchè due giorni fa mi sono iscritto dopo ben un anno e mezzo ad una maratona, quella di Roma. E' ufficiale: al netto della sfiga (come dico sempre) il 23 marzo sarò alla ventesima edizione della Maratona di Roma. Obiettivo tagliare il traguardo, e non lo dico tanto per dire questa volta, ma per necessità. Non faccio un lunghissimo dall'ultima preparazione, anche se sono in forma e ne farò un paio prima di presentarmi al via, a cominciare da sabato prossimo.
Sabato passato ho corso 19 km, domenica ho partecipato al bel Cross del Cillarese a Brindisi, dove ho avuto la conferma di stare bene, oggi pomeriggio ho corso altri 12 km e adesso per fine settimana conto di chiudere una distanza da 25 a 27 km.
Tanta roba, insomma. Tanto entusiasmo che spero continui a convogliare verso cose positive come sta avvenendo ultimamente.
Alla prossima.
domenica 2 febbraio 2014
GALLIPOLI CHIAMA ROMA
Ora che sono di nuovo qui, poco prima delle 22 di questa intensa domenica di febbraio, a sgranocchiar carote al caldo, davanti al pc sembra tutto così facile.
Stamattina la musica era un tantino diversa: ti svegli alle 7 e scopri come prima cosa che la speranza della vigilia di poter correre una mezza maratona all'asciutto è vanificata da un cielo plumbeo, pioggia battente e vento. E la sensazione di sconforto è amplificata dal fatto di sapere che la suddetta mezza si corre a Gallipoli, tutta su lungomare, dove già in condizioni definite ottimali spira sempre un vento che non te lo raccomando. Figuriamoci oggi.
Infatti, come da previsione, su 10 atleti della mia società iscritti alla vigilia, partiamo in 5 ed io sono tra questi. Tempaccio della malora, ma ciò che più infastidisce e rende tutto terribilmente difficile è il fortissimo scirocco che ci soffia in faccia per lunghi tratti, gonfia il mare (spettacolare!) e rende la sesta edizione della Maratona dello Ionio di Gallipoli sempre più la mezza dello "iodio", come la ribattezzo io da diversi anni in qua. Un aerosol di acqua marina eccezionale.
Tutto sommato una buona prova la mia, chiusa in 1h 46' 29", senza mai grosse crisi e grossi affanni patiti, gestita egregiamente ed in ottima compagnia del mio amico Giancarlo fino al 12° km, tirando il fiato col vento contro e spingendo quel tanto che basta quando ce l'ho alle spalle. Poi l'ho perso, aveva una marcia in più.
Un arrivo in volata, spinto da un trenino interessante di aitanti podisti agganciato a circa tre km dall'arrivo che mi hanno tirato abbastanza bene, dandomi un bel ritmo finale. Ottimo.
Mi sono divertito e questo è sempre ciò che conta di più.
E mi sono allenato per la Maratona di Roma che si avvicina sempre di più. Adesso è arrivato il momento di allungare con decisione: conto di fare 25 km entro questa settimana, 30 entro il 20 di febbraio e 35/36 km per la fine del mese.
Gallipoli chiama Roma. A presto!
Stamattina la musica era un tantino diversa: ti svegli alle 7 e scopri come prima cosa che la speranza della vigilia di poter correre una mezza maratona all'asciutto è vanificata da un cielo plumbeo, pioggia battente e vento. E la sensazione di sconforto è amplificata dal fatto di sapere che la suddetta mezza si corre a Gallipoli, tutta su lungomare, dove già in condizioni definite ottimali spira sempre un vento che non te lo raccomando. Figuriamoci oggi.
Infatti, come da previsione, su 10 atleti della mia società iscritti alla vigilia, partiamo in 5 ed io sono tra questi. Tempaccio della malora, ma ciò che più infastidisce e rende tutto terribilmente difficile è il fortissimo scirocco che ci soffia in faccia per lunghi tratti, gonfia il mare (spettacolare!) e rende la sesta edizione della Maratona dello Ionio di Gallipoli sempre più la mezza dello "iodio", come la ribattezzo io da diversi anni in qua. Un aerosol di acqua marina eccezionale.
Tutto sommato una buona prova la mia, chiusa in 1h 46' 29", senza mai grosse crisi e grossi affanni patiti, gestita egregiamente ed in ottima compagnia del mio amico Giancarlo fino al 12° km, tirando il fiato col vento contro e spingendo quel tanto che basta quando ce l'ho alle spalle. Poi l'ho perso, aveva una marcia in più.
Un arrivo in volata, spinto da un trenino interessante di aitanti podisti agganciato a circa tre km dall'arrivo che mi hanno tirato abbastanza bene, dandomi un bel ritmo finale. Ottimo.
Mi sono divertito e questo è sempre ciò che conta di più.
E mi sono allenato per la Maratona di Roma che si avvicina sempre di più. Adesso è arrivato il momento di allungare con decisione: conto di fare 25 km entro questa settimana, 30 entro il 20 di febbraio e 35/36 km per la fine del mese.
Gallipoli chiama Roma. A presto!
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