“...esiste una maniera per arrivare dù ore prima a Lione: se parte dù ore prima da Lione!”. (Ascanio Celestini) - NO TAV

domenica 28 ottobre 2012

RESET

Dopo lo stop forzato più lungo della mia carriera, da dodici anni in qua, ho una incredibile voglia di ricominciare a correre con regolarità. Non importa se ricomincio da zero o da sotto zero stavolta, l'importante è dove arriverò. E per tagliare il prossimo traguardo, qualunque esso sarà, non so, è necessario che muova il primo passo in avanti. Mi sento come quando aprii la mia prima tabella del principiante: un minuto di corsa ed un minuto di passo, e non è detto che non decida di ripartire proprio da lì stavolta. 
Questo post, dopo un incredibile ed inenarrabile "infortunio" al piede, è il mio reset.
Da domani si riparte. Avanti tutta!


mercoledì 10 ottobre 2012

La mia ARRANCABIRRA 2012 - ***FOTOCOMMENTO***



L'Arrancabirra è una manifestazione dai mille significati ed è giusto e normale, in fondo, che ognuno le dia quello che maggiormente gli aggrada.
A chi, stupito ed incredulo, mi chiede cosa mi spinga da tre anni in qua a percorrere i circa 3000 km di distanza, tra andata e ritorno, che separano il lembo più a sud-est dello Stivale per raggiungere l'estremo nord-ovest dello stesso, "solo" per correre 18 km in montagna, ogni anno non so cosa rispondere. Ed effettivamente, me ne rendo conto, non c'è giustificazione logica che regga l'impatto della domanda.


Ieri sera, per esempio, in compagnia di due dei miei compagni della spedizione di quest'anno sul Monte Bianco, Carlo e Stefania, oltre che di mia moglie e della piccola Francesca, con l'esclusione di quest'ultima anima innocente ci siamo bevuti in quattro mezza cassa di Dreher a cena, tranquilli tranquilli, nella cucina di casa mia. Quindi...voglia di birra non può essere. Andiamo avanti.


Quasi in contemporanea con la nostra partenza per Courmayeur, solo pochi giorni prima, era partito un pulmann carico di amici podisti alla volta del Pollino, per una trasferta podistica di trail running in montagna, a pochi km sempre da casa mia. Ne deduco...che non è neppure solo voglia di montagna, per quanto comunque una cosa sono gli appennini, ben altra le alpi e tra queste in particolare quelle nordoccidentali del Monte Bianco, uniche nel loro genere. Ma andiamo ancora avanti.


L'Arrancabirra, è di tutta evidenza ormai, per me rappresenta qualcosa di diverso: è intanto un appuntamento che cerco di anno in anno, che si carica di un simbolismo del tutto particolare e di una tensione emotiva che monta da mesi prima, da quando più o meno a metà febbraio di ogni anno comincio a segnarmi sul calendario la data in cui dovrò ricordarmi di effettuare l'iscrizione per evitare di rimanere senza pettorale, gli amici da coinvolgere, i mezzi di trasporto per raggiungere Courmayeur, organizzare la logistica e tutte queste belle cose. E' un appuntamento, appunto, che utilizzo principalmente per andare a trovare (in alcuni casi, ormai, ritrovare) una socialità ed un senso di comunità che seppur non mi appartiene geograficamente ed anagraficamente ho comunque imparato a far mio e "sentire" con affetto e trasporto sentimentale.
Sedermi a prendere una birra al Caffè delle Guide; incontrare per la prima volta persone fin lì conosciute solo sui social network, vederle materializzate in carne ed ossa davanti a me dopo averci magari "dialogato" per un anno intero solo attraverso la foto di uno schermo del pc; stringere loro le mani, godere di un sorriso autentico, non solo di una emoticon fatta di due punti ed una parentesi tonda...ecco cosa cerco io ogni anno dalla mia Arrancabirra. Ed ecco cosa trovo ogni anno di più.


E questo è stato infatti l'anno in cui più di ogni altro questo sentimento di affezione profonda ha trovato sfogo, esprimendosi a pieno negli occhi, nei sorrisi e nelle parole di persone come Fabio e Tanina, Erika e Alessandra, Chiara, con la quale ho corso alcuni tratti, Elena, Franco (Franchino), anche se solo per pochi istanti...come dice lui; nella foto con Gabriele; nella stretta di mano, l'ennesima, con Ermanno che ci ha addirittura fatto gli onori di casa la notte del nostro arrivo in Hotel; in Fabrizio e Dario, che prendo come rappresentanti dell'immenso gruppo dei milanesi (molti dei quali salentini in realtà!) dei mitici Podisti da Marte; in Paola, conosciuta di persona dopo aver tanto scherzato su FB, della quale mi resta un ricordo splendido per la simpatia dirompente e la bellissima serata trascorsa in pizzeria e con la quale già si programmano nuovi appuntamenti possibili in terra salentina....insomma...mai come quest'anno ho ripercorso con tanta consapevolezza luoghi già percorsi in passato e ne ho conosciuti così di nuovi.


Due mondi che si incontrano, due culture che si confrontano, quella dell'estremo nord montanaro con l'altra di noi dell'estremo sud marinaro, cosa che ha trovato sfogo neanche a farlo apposta nel nostro travestimento da filippini salentini, per onorare a pieno il tema dell'anno: "La Crociera". Questa nave partita dallo Ionio del Salento e idealmente naufragata, anzi, "svampata" sui ghiacchiai del Monte Bianco. Fantastico. Roba da far accapponare la pelle e non far prendere sonno neppure al genio di Spielberg!


E poi, infine, viene la corsa, per quanto di corsa si possa parlare nel nostro caso: forse sarebbe meglio parlare degli aspetti tecnici dell'Arrancabirra descrivendoli come una scampagnata in alta montagna, sui cui esiti cronometrici quest'anno stendiamo un simpatico velo pietoso (più di sei ore!).


Ho descritto solo una minima parte delle sensazioni che mi passano per la testa a pochi giorni dall'edizione 2012 dell'Arrancabirra, non a caso sul mio blog riportata da sempre nella colonna qui a destra come "imperdibile". E tante altre almeno ne avrei da raccontare. Ma se già siete arrivati a leggere fino in fondo anche quest'anno la cronaca che da sempre si contraddistingue come la più lunga della stagione, vuol dire che anche voi avete compiuto una piccola grande impresa di pazienza e che anche voi avete dimostrato di volermi bene per questo.


Un caro saluto quindi a tutta la Vallee...arrivederci al prossimo anno, spero, sempre che nel frattempo non decidiate di portare anche voi di persona un pezzo delle vostre montagne qui, almeno quanto io da tre anni in qua porto da voi un piccolo spruzzo del nostro mare.