“...esiste una maniera per arrivare dù ore prima a Lione: se parte dù ore prima da Lione!”. (Ascanio Celestini) - NO TAV

mercoledì 30 gennaio 2013

Tempus fugit

Lo so che ne fareste volentieri a meno, ma sarò breve stavolta. Parecchio.
Perchè sono stanco, ma di uno stanco cronico. Due giorni di superlavoro e oggi non sono neppure rientrato per pranzo, ieri sera una seduta di palestra che sarebbe dovuta essere defaticante e che invece, a giudicare dall'indolenzimento muscolare che mi porto appresso, non lo è stata affatto. E stasera non vedo l'ora di spegnere tutto ed andarmi a fare una colossale dormita. Anche questo è allenamento, se permettete.
Domani, intanto, è già giovedi: sembra ieri che scorrazzavo sul prato/pantano sconnesso di Torre S. Giovanni per l'edizione 2013 del Cross del Salento di domenica scorsa, che mi ha regalato una bellissima giornata di sport, e tra poche ore già si riparte per la mezza maratona di Gallipoli di domenica prossima.
L'anno scorso, per curiosità, piovve così tanto la mattina della mezza di Gallipoli che mi alzai, mi affacciai al balcone e mi rimisi a letto. Dopo un quarto d'ora fui svegliato dai miei compagni che mi minacciarono letteralmente e mi intimarono di scendere e presentarmi comunque al via. Mi incazzai e...andò a finire che feci il mio PB! (1h 37')
Il tempo vola, ed in attesa che ricominci a volare anch'io...intanto volo a letto e spero di dormire traquillo stavolta, asciutto e senza minacce. Il nuovo PB, insomma, stavolta può attendere.
Buonanotte ;)


domenica 27 gennaio 2013

Il bel CROSS DI UGENTO 2013 con ***FOTO COMMENTO***




Dopo tre giorni di vento e pioggia caduta in pratica ininterrottamente sulle province di Lecce e Brindisi, stamattina il meteo concede una tregua e ci regala una mattinata tranquilla, fredda come poche, ma comunque asciutta.
Anzi, verso la fine delle premiazioni, la IX edizione del Cross del Salento di Ugento-Torre San Giovanni viene baciata addirittura da un timido sole che fa capolino tra le nuvole per diventare sempre più tiepido e convinto.
Splendida, inutile dirlo ormai, anche l’edizione 2013 di questo classicissimo Cross salentino che ormai, dietro la guida dell’ottimo Luca Scarcia, può iscriversi tra le competizioni più prestigiose e partecipate di tutta la Puglia.



Tantissimi gli atleti al via, molti dei quali nazionali ed autentici fuoriclasse. Terreno a tratti insidiosissimo, spesso scivoloso e con evidenti pozzanghere dovute alle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni: tutto quanto fa di una campestre una gara diversa da ogni altra oggi c’era. Ed il bello sta anche qui. Alla metà del mio secondo giro (su tre) mi sfreccia accanto, doppiandomi spudoratamente, il pluridecorato atleta di casa, il vincitore di questa edizione, l’inossidabile Giammarco Buttazzo il quale si concede pure “il lusso” di una caduta e nonostante ciò sbaraglia tutta la agguerritissima concorrenza alle sue spalle, stabilendo il nuovo record  del percorso con un superbo 18’41”. Quando per lui la gara finisce, per me è appena alla metà!
Lo seguono Andrea Pranno (G.P. Parco Alpi Apuane) con 19’06” e, terzo, Maurizio Leone (Cosenza k42) che chiude col tempo di 19’39”. Questo per quanto riguarda la classifica generale maschile.



La classifica generale femminile invece vede tagliare per prima il traguardo a Paola Barnardo (Atl. Amatori Corigliano) col tempo di 15’23”. Seconda Alessandra De Luca (A.S. Atl. Latiano) con 16’17” e terza Antonella Ciampa (Atalas S. Vito dei Normanni) col tempo di 16’18”.
Per tutte le classifiche, generali e di batteria, visitare www.cronogare.it



L’ASD SPORT RUNNING PORTOSELVAGGIO si presenta al via con due atleti: il forte Samuele Dell’Assunta, che taglia il traguardo al 41 posto generale e 12° della categoria MM35, col tempo di 22’15”. Un tempo ed una prestazione di ottimo livello, limitata soltanto dalla presenza tra i primi posti di autentici mostri sacri del podismo nazionale e da un numero incredibile di specialisti di disciplina, che sicuramente hanno contribuito a dare qualità a questa manifestazione forse quest’anno più che mai; e Giuseppe Spenga, che chiude la sua gara al 199° posto, 46° di categoria col tempo di 28’ 52”.
Quest'ultimo sarei io, che mi definisco contento e soddisfatto per una gara divertente, affrontata senza cronometro al polso, come non accadeva da mesi, ma col solo obiettivo di vivermi una tranquilla e spensierata domenica mattina di sport. E mi è andata di lusso. Ho rivisto tanti amici e gettato le basi per una ripresa delle gare ufficiali che mi mancavano da un pò ed alle quali spero di dare da qui in avanti la giusta continuità.
Baci e abbracci...alla prossima ;)



lunedì 7 gennaio 2013

PUREA DI FAVE e CICORIETTE SELVATICHE ALLA SALENTINA


Utilizzo con grande piacere il mio blog per la prima volta da quando l'ho creato per partecipare ad un gioco serio e semi serio su un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la cucina (giacchè ne ho fatto la mia professione da circa nove anni) ed in particolare la cucina veg* (visto che da poco più di un anno ne ho fatto invece una delle mie principali passioni, assieme alla corsa). Partecipo al contest organizzato da RAVANELLO CURIOSO con una RICETTA SALATA, semplice ma di grande sostanza, che rappresenta forse come poche altre la mia terra, il Salento, e che coniuga secondo me a pieno l'essenza salutista ed etica della scelta VEG*.

PUREA DI FAVE e CICORIETTE SELVATICHE
ALLA SALENTINA

Ingredienti: 1 kg di cicoriette selvatiche ("cicore creste" della macchia salentina);
500 gr di fave secche sgusciate;
Olio extravergine d'oliva biologico da olive "celline di Nardò";
Una patata;
Peperoni piccoli (meglio se "cornetti") biologici;
Crostini di pane di semola di grano duro tipo "Altamura";
Sale

Tenere in ammollo per circa 12 ore le fave coprendole d'acqua; se l'operazione viene fatta la sera prima, la mattina dopo il loro volume sarà leggermente aumentato. E' quindi il momento di risciacquarle e metterle a cuocere in acqua salata assieme ad una patata e a due cucchiai di olio extravergine d'oliva, per circa un'ora e mezza (bastano venti minuti appena se si usa la pentola a pressione). L'acqua deve coprirle interamente, lasciando due dita sopra di esse. Rabboccare se necessario durante la cottura, fino a completo assorbimento.


 Nel frattempo pulire le cicoriette selvatiche privandole delle radichette ed eliminando le foglioline secche. Lavare accuratamente le stesse e metterle a bollire per circa 15 minuti in abbondante acqua salata.


 Passare al mixer le fave cotte e la patata fino ad ottenere una purea fluida, resa più morbida proprio grazie alla presenza della patata.

Impiattare le cicoriette selvatiche, la purea di fave e guarnire il piatto con alcuni saporitissimi peperoni scottati in olio extravergine d'oliva, dopo averli salati appena.


Condire il piatto con olio extravergine d'oliva, a crudo per esaltarne il sapore ed i profumi.
Il piatto si accompagna e si completa volentieri con crostini di pane di semola di grano duro casereccio, tipo "Altamura".

Autore: Giuseppe Spenga (Nardò - LE)

Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli,
(clicca sul banner per accedere)


domenica 6 gennaio 2013

Il nuovo anno

La tentazione di attaccare con la solita trita e ritrita "l'Epifania...tutte le feste..." c'è.
C'è stata stamattina quando è suonata la sveglia, alle 7:30 e mi sono svegliato realmente alle 8:20, è continuata per l'intera mattinata e continua anche adesso che mi hanno proposto di disfare gli addobbi natalizi, invito declinato perchè gli addobbi si disfano domani, non oggi! Oggi è ancora festa, l'Epifania fa parte integrante del periodo delle festività natalizie e dopo tanto lavoro, tante attese, tanta ansia, voglio godermi l'ultimo giorno al meglio, altrochè!
Stamattina ero un pò fiacco a dire il vero e i tre quarti d'ora di dormiveglia erano più che giustificati dalle ore piccole fatte ieri notte. Nonostante tutto sono riuscito a raggiungere con mia grande soddisfazione l'amata Torre dell'Alto, quartier generale di ogni mia uscita marinara, e da lì ho gestito un'ora e dieci minuti di corsa nel parco, condotta ad un ritmo blando, ma su terreno sempre sconnesso, con continui saliscendi e con due-tre scalinate ripide che fanno rientrare l'uscita di oggi tra quelle classiche di "potenziamento". Prosegue quindi il periodo di mini preparazione atletica che mi sono prefissato in vista delle mezze di Gallipoli e Lecce delle quali ho parlato nel precedente post.
La testa continua ad esserci, i polmoni si gonfiano bene, le gambe arriveranno con tempo a rigirare come devono.
Da domattina si torna, quello sì, alla solita vecchia routine: si spera in pranzi più regolari, pomeriggi un tantino più tranquilli, corsa a giorni alterni con meno seratone umide da doversi sorbire, cene anch'esse più normali e orari di nanna umani.
Il mio anno nuovo, di fatto, comincia oggi.

venerdì 4 gennaio 2013

La teoria della relatività

Le feste natalizie rappresentano per me il periodo più caotico dell'anno, quello in cui stravolgo generalmente le mie abitudini di vita per dedicarmi anima e corpo al lavoro. Di fatto ogni anno la mia stagione podistica termina alla fine di novembre per riprendere proprio in questi giorni.
Le mattine di Natale e Capodanno, come ho già descritto nei miei due post precedenti, sono quelle in cui riesco a rilassarmi un pò e dare sfogo alla corsa. Poco prima dell'Epifania sono quasi pronto per programmare la stagione podistica che da qui al prossimo autunno mi vedrà "impegnato" sulle strade, almeno tra i miei pari grado stra-stradilettanti.
Quest'anno la situazione si complica, piacevolmente, perchè alla fine di marzo è prevista la nascita della mia secondogenita e quindi anche in primavera mi toccherà fare gli straordinari al negozio per supplire alla più che meritata assenza di mia moglie per maternità. La stagione podistica passa molto, ma molto in secondo piano, forse in terzo...
Intanto ho tra le mani il nuovo calendario nazionale e regionale Fidal,quello dal quale generalmente prendo spunto per programmare le mie garette domenicali.
A gennaio spiccano due cross che non vorrei perdermi: il 20 a Brindisi, il Cillarese, molto suggestivo perchè si corre in un'oasi di protezione WWF; e il prestigioso cross del Salento, a Torre San Giovanni, organizzato dall'amico Luca Scarcia: ne vale la pena! Vedremo...
Febbraio si apre con la mezza di Gallipoli del 2, che l'anno scorso mi ha regalato il PB sulla mezza distanza, ma alla quale quest'anno potrò a mala pena timbrare il cartellino, chissà, nonostante stia tentando in extremis di mettere mano alla vecchia tabella di preparazione sulla distanza dei 21 km; interessanti anche le date del 10 con il cross della Mandra di Calimera e del 24 con il nuovo cross Caretta, a S. Pancrazio Salentino (BR), dove c'è una società podistica molto attiva che di sicuro non tradirà le attese. Forse.
Marzo si apre il 3 con la mezza di Lecce, nella quale potrei testare la tabella di cui sopra, sempre che vi possa prendere parte e così anche aprile, con la maratonina del Levante di Bari, il 14. Chissà, in questi due mesi c'è un grande grande punto interrogativo. Vedremo cosa accadrà.
Maggio lo scorso anno è stato il mese nel quale ho corso la maratona di Barchi, la Collemar-athon, bellissima e partecipatissima, col cuore e con le gambe: quest'anno potrei accontentarmi della 10 km di Taranto del 19 e poco più. Tre mesi, insomma, marzo-aprile-maggio, nei quali se tutto va di lusso potrei divertirmi con due mezze, una 10 km ed una piccolina da cullare per la gioia del suo papà. Non male, dai! Incognita...
Anche perchè se la piccola dormisse le notti, se...di giorno potrei anche concedermi qualche lungo che mi consenta di correre la Maratona del Gargano a Cagnano Varano (FG) il 15, mettendo... chissà... in saccoccia una maratona che alcuni miei amici in passato hanno corso e che mi hanno descritto come una bella manifestazione, di quelle che non ti aspetti. 
I mesi estivi sono caratterizzati dalle mie parti da caldo torrido e afa irrespirabile, difficile andare oltre qualche apparizione nel consueto circuito provinciale della Fidal di Lecce, generalmente molto bello e suggestivo, il Salento Tour, tra località balneari e sudate colossali, ottime occasioni per correre in una stagione che negli ultimi anni, complice una colonnina di mercurio davvero impazzita, sta diventando propedeutica a chi vuole preparare le ultra nel deserto! 
Il 10 giugno, comunque, da segnalare la San Pancrazio in Corsa, una partecipatissima 10 km tra le corse tradizionali più sentite in tutta la Puglia: da fare, ma non ci giurerei...
Così come pure la Stranormanna a S. Vito dei Normanni (BR), il 20 luglio, altrettanto sentita e partecipatissima. Oltre che sudatissima!
Ad agosto ce ne andiamo al mare, questo è poco ma sicuro, e a settembre in ferie... almeno spero quest'anno, per quanto settembre sia il mese più propizio per cominciare la preparazione per una ipotetica maratona autunnale sulla quale, Gargano a parte, puntare il tutto per tutto.
Ottobre e novembre (ultimo mese dell'anno per il sottoscritto, come già detto all'inizio), sono due mesi di mezze maratone, Parabita (20/10) e Collepasso (10/11), Corigliano d'Otranto (1/12) e di bellissime 10 km, Novoli (27/10), Alberobello (3/11) e infine Cisternino il 17/11 con il campionato regionale di corsa in montagna che ogni anno nello scenario della Valle d'Itria risulta incantevole. Speriamo...
La nota dolente di questo 2013, la spina nel cuore che potrebbe, ma forse... trasformarsi in una trave, sarà la possibilità che non partecipi all'Arrancabirra, dopo 3 anni consecutivi. Potrei steccare clamorosamente la partenza mascherata a sto giro, magari programmando le ferie estive settembrine in Valle d'Aosta, giusto per non perdere l'abitudine: il problema è che vorrei tanto correrla per intero con mia moglie un anno, ma con una bimba piccola di mesi l'impresa è praticamente impossibile. E poi quest'anno più che mai dipenderà anche da quanti denari ci saranno nel sacco,ammesso che ne restino per muoversi da casa, di 'sti tempi grami! A questo punto potrei decidere di saltare la partecipazione di un anno e dedicarmi, cominciando proprio a settembre, alla preparazione di una maratona nazionale tra Torino (17/11) o Palermo (stessa data) o di nuovo Firenze. Chiaro che le prime due opzioni sono in pole position. 
Da buon vegetariano al vecchio detto della "carne al fuoco" preferisco guardare cosa "bolle in pentola": di progetti, programmi, cose da fare ( e non), ce ne sono tante. Ho cercato di condensare le mie impressioni ed i miei buoni propositi per un anno che spero possa darmi intanto la salute, che è il requisito fondamentale perchè buona parte di questo post non resti solo intenzione. E poi una sfilza di "chissà", "forse", "magari", "vorrei"..."speriamo"...
L'unico punto fermo, la cosa che adesso impegna più di ogni altra la mia mente, è il pensiero fisso che tutto vada bene con la mia piccolina in arrivo, che contribuirà ancor più a mettermi definitivamente in minoranza in famiglia. Tutto il resto è relativo.





mercoledì 2 gennaio 2013

E' la montagna che chiama

Voglio dedicare un post ad una cosa che da diversi anni mi fa impazzire, letteralmente uscire fuori di testa: l'alpinismo. Io sono nato a Nardò, in una terra circondata da due mari, a pochi metri sul suo livello. Corro almeno 150 giorni l'anno con dislivelli irrisori. Il lungomare e le spiagge sono le mie mete podistiche usuali. Eppure c'è qualcosa che mi fa rimanere senza parole e questo qualcosa sono le montagne, le Alpi in particolare, ma comunque tutte le montagne.
Ogni anno quando vado in Valle d'Aosta a correre l'Arrancabirra, unico trail corso finora, resto sempre affascinato dalla maestosità e della bellezza sconfinata del Monte Bianco, in particolare quest'anno poi che me lo sono goduto a pieno col favore meteo. L'anno scorso andai in Svizzera ed anche lì fu uno spettacolo da brividi, sul San Bernardo, come sullo Spluga, ecc..
La verità è che ho una paura terribile delle altezze, dei burroni, dei crepacci ed alpinista io non potrei davvero esserlo mai. Sarà per questo, forse, che vivo la montagna con quello spirito innocente ed estasiato del bambino che gioca ad essere grande. Ma con una terrificante paura, anche.
Ieri sera su Rai Storia è andato in onda uno speciale stupendo dal titolo "Aria Sottile": avevo un sonno dell'anima, ero davvero stanco, eppure non sono riuscito ad addormentarmi a letto ed il cuore mi è battuto forte a tratti, a rivivere le avventure sulla catena dell'Himalaya, sul K2, sul Nanga Parbat, raccontate in tutto il loroo fascino ma anche tragicità dai più grandi alpinisti del mondo, con in testa Reinhold Messner.
Ho davvero sognato ed ho rivissuto in parte tante letture che da anni mi appassionano proprio sulle avventure alpinistiche. Credo di aver letto molti più libri sull'alpinismo di quanti non ne abbia letti sulla corsa e le maratone. E questo è significativo. Solo che le maratone le ho fatte, e spero di farne ancora tante, mentre l'unica arrampicata che posso permettermi di fare e di salire sul terrazzo di casa a prendere i panni asciutti.
Noto molte analogie tra corsa ed arrampicate: non certo nella tecnica, è naturale, ma gli aspetti psicologici che stanno alla base di certe scelte sono molto simili. La differenza tra i due sport invece, per me, sta qui: le maratone le faccio, ed anche lì amo spingermi oltre i limiti e l'ho fatto diverse volte (e molti ci hanno anche lasciato la vita sulle strade di mezzo mondo per questo); l'alpinismo lo leggo e basta, ma riesce a trasmettermi indirettamente le stesse magiche sensazioni della corsa, questo continuo ricercare se stessi oltre il limite.
Chiacchierando con un mio amico sulla meta preferita delle nostre vacanze, lui amava l'Africa, i suoi villaggi, l'umanità che si respira a contatto con i bambini; io preferivo la solitudine apparentemente inumana, desolata e desolante della montagna. Sono due mondi, probabilmente: in uno, nel primo, si va in prevalenza a trovare l'altro, a tendergli la mano; nel secondo si va a cercare se stessi, col rischio di non riuscirci neppure.
Sulle vette più alte ed impossibili del mondo, come sulle strade più impervie, lunghe e tortuose della terra, non c'è un motivo ben preciso, non c'è "chi ce lo faccia fare"; c'è solo una forza misteriosa che ci spinge ad uscire: è la montagna, come la strada, che chiama.




martedì 1 gennaio 2013

Tutti bene, grazie!

Se pensiamo che la storiella che è andata per la maggiore 2012 è stata "la fine del mondo" di appena dieci giorni fa, possiamo ben dire che in fondo, dai, ci è andata di lusso! I tempi son quelli che sono e i cervelloni in giro pure, speriamo che cambi.
Quelle che non dovevano cambiare, invece, e che per fortuna non sono cambiate sono le buone abitudini: è la sveglia presto del primo dell'anno, alle ore 7:20, nonostante una notte trascorsa più o meno in bianco (diciamo in grigio) per l'alta febbre da raffreddore di Francesca. Appuntamento con me stesso al solito posto, come tradizione di ogni anno: Torre dell'Alto.


Mattinata splendida, fredda (2°)...così spensierata che mi dimentico di telefonare al mio amico Massimiliano, con il quale un appuntamento a dire il vero ce l'avevo e che mi recupera in bici comunque fortunosamente pochi minuti dopo la partenza nel Parco di Portoselvaggio, meta prescelta all'ultimo momento per la prima sgambata del 2013. Confermo che la corsa la mattina della festa, soprattutto a Natale e Capodanno, non ha eguali. Trasmette delle sensazioni che non so dire, di quiete, di pace interiore. Sarà probabilmente perchè la mattina di Natale, ed ancor più quella di Capodanno, chiudono di fatto un periodo micidiale dal punto di vista dello stress lavorativo per chi come me vive praticamente in cucina e sente quindi forte la responsabilità di cene, pranzi e cenoni delle feste. E' andato tutto alla grande e questo amplifica la sensazione di tranquillità che la corsa già trasmette di suo.
A proposito di cenone, un'ultima considerazione: ieri sera, complice... una cognata un pò complice, sono riuscito per la prima volta a fare un cenone non soltanto vegetariano, ma ripercorrendo stamattina le pietanze mangiate credo di aver chiuso l'anno addirittura vegan! L'unica pecca è stata la fetta di panettone finale che conteneva uova e burro, a pensarci bene. Insomma, è andato tutto molto bene finora: feste, pranzi, cene ed anche la prima ora di corsa del 2013 è andata alla grande.
Avanti tutta ed ancora tanti auguri ;)

"Ci sono due tragedie nella vita. Una non ottenere ciò che si desidera ardentemente, l'altra ottenerlo." 
George Bernard Shaw, Uomo e superuomo, 1903