“...esiste una maniera per arrivare dù ore prima a Lione: se parte dù ore prima da Lione!”. (Ascanio Celestini) - NO TAV

lunedì 25 giugno 2012

Prendo la rincorsa...

Con il dovuto rispetto per quelle "vere", a voler cercare l'aspetto positivo dietro ad una malattia posso almeno dire di essermi riposato, di aver staccato dal lavoro e dai casini frenetici della vita per 7 giorni di fila. Avrei certamente preferito non farlo così, ma non sempre si può scegliere, a volte sceglie "qualcos'altro" per noi.
Non corro da domenica scorsa, non l'ho fatto oggi e non lo farò domani. E neppure dopodomani.
Non posso dire di aver recuperato nulla in questa settimana di stop forzato, e probabilmente non recupererò neppure in questa: la previsione più ottimista è quella di ripartire da zero, tra 5-6 giorni. Perchè stavolta mi sono messo in testa di fare le cose per bene. Ieri sera sono sceso per strada per svolgere un paio di faccende dopo una settimana che ero chiuso in casa ed al ritorno le tre rampe di scale hanno fatto la loro porca figura al rispetto delle mie gambe debolucce! Quindi, gicchè sto sotto zero, mi tocca recuperare partendo da molto dietro stavolta.
Urino una schifezza maleodorante, che sa di chimica, di siringhe di antibiotici, di merda! Allora questa settimana ho programmato 2-3 uscite di passeggiata all'aria aperta, ad iniziare da domani, ma niente corsa: camminata, stretching, respirazione, calma e sangue freddo.
Bere, bere, bere a non finire, depurare reni e fegato e buttare fuori quante più tossine possibile, intensificare quanto più possibile la dieta vegetariana, preferendo verdure a foglia anche agli stessi ortaggi. Questa è la missione di questa settimana. Il contakilometri resta fermo, ma non mi importa. Questa volta voglio fare le cose per bene e non rischiare.
Devo ripartire da dietro, attraversare lo zero...puntare a 100....


venerdì 22 giugno 2012

Brutto periodo

Mi sono sempre ritenuto una persona molto molto fortunata rispetto a tanti altri miei coetanei, o giù di lì, perchè grazie a Dio non sono un tipo che si infortuna spesso. Anzi, se per infortuno si intendono guai fisici di tipo muscolare, tendineo o comunque direttamente legati allo sforzo fisico, a mia memoria in più di dieci anni di attività podistica io non ricordo di essermi mai infortunato. Caviglie, tendini, ginocchia, muscoli, sempre tutto a posto.
Tuttavia, nonostante sia uno che dosa gli sforzi, non carico mai oltre il dovuto e rispetto in naturale ciclo del tutto personale dell'allenamento-riposo, almeno due volte l'anno mi capita di fermarmi per malanni "di stagione", diciamo così. 
Domenica scorsa, dopo la simpatica sgambata di 7 km organizzata dalla Parrocchia del Sacro Cuore di Nardò, ritiratomi a casa ho avvertito nettamente che qualcosa non andava per il verso giusto: nonostante il gran caldo avevo dei piccoli brividi di freddo, debolezza ed una certa secchezza alla gola. Sono bastate poche ore per diagnosticarmi l'ennesima tonsillite, con tanto di placche e febbre alta. Un disastro indicibile.
Ora, io non voglio neppure che immaginiate cosa voglia dire febbre alta dentro... e altrettanta fuori! Si scoppia di caldo con punte di temperature a 33-34 gradi in casa e la terapia antibiotica fa molto più effetto sui miei nervi (distruggendoli) che sul batterio che causa la mia malattia.
Il risultato è stato, finora, 5 giorni di stop forzato, con un sospetto di mononucleosi da accertare (che vorrebbe dire uno stop ancor più lungo di almeno altri dieci giorni) e con la certezza, a seguito di una visita specialistica fatta stamattina di otorinolaringoiatria, di avere individuato la causa più profonda delle mie recenti infiammazioni alle vie aeree in due polipi formatisi nei condotti nasali. 
Mi hanno prescritto le analisi del sangue (per la mononucleosi) e la TAC per individuare la natura dei polipi, la loro grandezza e l'eventualità di estrarli, in autunno, alla rinfrescata, previa cura tampone.
Ora come ora a correre non ci penso, anzi, sarebbe più corretto dire che ci penso, ma che è davvero improponibile andare oltre il pensiero. So che si tratta come tutti mi dicono e ripetonodi probabili fesserie e che magari tra una settimana sarà già quasi tutto bell' e passato e diagnosticato, ma ora come ora, podisticamente parlando, mi sento un pò giù.
Alla prossima. 

giovedì 14 giugno 2012

Per quest'anno non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare...

Serate come questa non resteranno agli annali del podismo mondiale, almeno dal punto di vista tecnico, questo è poco ma sicuro.
Eppure meritano comunque il giusto spazio nel mio diario, perchè rappresentano in sè l'essenza stessa di questo hobby, di questo sport , e delle sensazioni che mi trasmette.
Cominciamo col dire che ho percorso appena otto kilometri, ma se vi dico che la seconda metà sono stati percorsi sul bagnasciuga di un lunghissimo lido, da Torre Sabea (Gallipoli) a Lido Conchiglie (Sannicola), forse la musica cambia. E cambia anche il contorno: uno splendido fresco tramonto da vivere di corsa, ma adagio, in compagnia di sette compagni in riva la mare. 
E se a tutto questo scenario così idilliaco aggiungo anche un bagno ristoratore al calare degli ultimi chiarori del giorno ed una cena, ristoratrice pure quella, in una tipica trattoria salentina con i piedi praticamente a mollo nel mare...beh...penso proprio che questa uscita sia da ricordare, altrochè!
Come ogni anno, infatti, durante la stagione estiva nei mesi di giugno e luglio, prima che la ressa dei vacanzieri agostini renda ingestibile ogni spostamento e faccia calare sul litorale una cappa perenne di traffico e chiassosità, conserviamo questa simpatica e salutare usanza di andare a correre ogni giovedi sera al tramonto in riva al mare, sulla spiaggia, e poi trascorrere un'oretta in trattoria. Niente di che, sia chiaro, giusto per stare tutti quanti in compagnia e sganasciarci un pò dalle risate, sospinti da qualche boccale di birra ghiacciata in più.
Una splendida serata, era ora, la prima di una lunga serie spero. Alla prossima!


sabato 9 giugno 2012

BONACCIA

Quando l'aggiornamento del blog assume cadenza settimanale è segno evidente che il mare solcato dalla nostra navicella è calmo piatto oppure, nel nostro caso, c'è proprio una bonaccia totale!
Pur volendo cercare un argomento podistico all'altezza della situazione in queste ultime due settimane non c'è proprio nulla da rimarcare. Dell' Arrancabirra ho già detto nella scorsa puntata e pure quella sembra ancora relativamente lontana; le giornate cominciano a diventare abbastanza torride per metterci in difficoltà nell'individuare un'ora di temperature accettabili per mantenere almeno uno straccio di forma. Così ho programmato per domattina, domenica, un'uscita un pò più seria da 13-15 km lungomare, con partenza non dopo le 7, per evitare i già 30-32 gradi della mattinata.
Insomma, come dire...bonaccia. Va bene comunque così, ogni tanto ci vuole. Vorrà dire che faremo un pò di manutenzione in attesa che si levi un alitino di vento...


Alla prossima.

domenica 3 giugno 2012

Salvare il salvabile

Tra le bombe che si sostituiscono alla tradizionale campanella per dare inizio alle lezioni e i terremoti che stanno martoriando il territorio già duramente provato del nostro Paese, non è certo un gran periodo questo per parlare con serenità di un argomento piuttosto frivolo come la corsa. Se poi si tratta delle mie di corse, l'argomento diventa ancor più "leggero" e difficile da commentare. Come direbbe Di Pietro, "non c'azzecca proprio nulla", insomma. Infatti, sentendomi un pò di troppo ultimamente, quest'ultima settimana il blog ha sonnecchiato senza essere aggiornato, con sullo sfondo il post di domenica scorsa dedicata alla Corri in Aiuto, tra spensieratezza e sorrisi veri.
Questa settimana in realtà ho corso un pò: un paio d'uscite e non di più, per una ventina di kilometri abbondanti percorsi, ma con la mente sempre rivolta a questi disastri, umani e naturali, che ormai stanno tristemente contornando la cronaca della nostra quotidianità.
Non ci sono all'orizzonte impegni podistici di particolare rilievo, tanto più che la temperatura meteo pare abbia ripreso decisamente a far salire il termometro ed ora diventa più difficile ritagliarsi un'ora di tempo da dedicare alla corsa, evitando le fasce orarie più calde. 
L'unica cosa bella che valga la pena di salvare convintamente della settimana appena trascorsa è l'iscrizione all'Arrancabirra 2012 di Courmayeur, che anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, vedrà una bella rappresentanza di neretini al via nella corsa più pazza, goliardica ed alcolica d'Italia: saremo in otto, sette dei quali correranno. 
Biglietti aerei prenotati, iscrizione effettuata, ora bisogna soltanto prenotare con calma i posti letto e noleggiare l'auto che ci porterà da Torino ai piedi del Monte Bianco. Da lì in avanti saranno le nostre gambe, la nostra forza e la nostra"birra" a fare il resto.
Alla prossima.