“...esiste una maniera per arrivare dù ore prima a Lione: se parte dù ore prima da Lione!”. (Ascanio Celestini) - NO TAV

lunedì 30 dicembre 2013

AUGURI

Vi sarete resi conto che qualcosa sta cambiando. 
Sto ricominciando a curare il mio blog e questa sarà la volta decisiva: se mollo anche stavolta, giuro che sarà l'ultima. Voglio dedicarmi al mio diario, riprendere a scriverci su regolarmente e riprendere tutti i vecchi rapporti con i miei amici blogger, almeno ci provo, sempre che nel frattempo non si siano offesi troppo.
Inutile dire, quasi scontato, che progressivamente rinuncerò a tutto il resto. Non c'è compatibilità tra qualcosa con l'anima, questo, e tutto il resto che anima pare proprio non averne.

Chi vivrà, vedrà!
Intanto auguro a tutti i miei amici ogni fortuna per il nuovo anno che da qui a poche ore nascerà.

Dimenticavo...



domenica 29 dicembre 2013

CRONOPROGRAMMA

Polpacci contratti e sensazione di gonfiore. Ci siamo, il primo allenamento "serio" è andato ed ha lasciato i suoi benefici effetti. La corsa di ieri pomeriggio è stata la prima di una lunga serie di allenamenti che spero mi riporteranno a correre una maratona dopo un anno e mezzo ormai dalla mia ultima esperienza sui 42 km.
C'è bisogno di allenare diversi aspetti, non soltanto fisici ma anche mentali. Per un paio di settimane mi dedicherò a svegliare un pò le mie articolazioni, cercando di sollecitarle su percorsi irregolari ed accidentati. Potrebbero andar bene ad esempio gli sterrati collinari all'interno del Parco di Portoselvaggio. Terminato questo periodo, cominciato ieri con l'uscita piuttosto impegnativa di 1h e 17', dovrei cercare di alternare allenamenti corti veloci ad altri di media lunghezza, diciamo non oltre i 13/15 km.
A gennaio potrei sfruttare i primi cross della stagione per velocizzarmi un pò e mandare il motore su di giri quel tanto che basta e durante la settimana fare uscite più lente.
Febbraio sarà il mese in cui invece dovrei dedicarmi ad allungare i tempi delle uscite, prevedendo almeno un medio di 25 km e un paio di lunghi da 29/30 con un lunghissimo finale di 35/36 km entro la prima settimana di marzo.
La Maratona di Roma si correrà il 23 marzo. L'obiettivo è chiuderla, con qualsiasi tempo utile, possibilmente non molto oltre le 4 ore.
Si accettano consigli.


sabato 28 dicembre 2013

BOMBA O NON BOMBA

In una giornata che è esattamente l'opposto di quella di ieri l'altro, la mia odierna uscita pomeridiana è baciata da un sole tiepido e da un mare che ancora risente del ventaccio di scirocco che ne ha gonfiato le onde, ma che a parte una lieve risacca si presenta anch'esso in linea con il meteo: quasi calmo.
Lascio l'auto nelle vicinanze della Masseria di Torre Nova a Portoselvaggio e me ne scendo giù verso Serra Cicora, attraverso Uluzzo, e da lì decido di entrare direttamente nel Parco, percorrendo il lungo sentiero centrale che conduce alla Baia, quasi tutto in discesa. Una volta giunto in spiaggia, mi lancio lungo la ripida scalinata che porta dapprima al Belvedere, da dove si gode una vista sontuosa sulla pineta e quindi ripiego verso Torre dell'Alto. Qui sono già oltre metà del mio percorso, a cinquanta minuti circa di corsa.
Dopo aver percorso il tratto di lungomare che porta alla fontanella di Santa Caterina, da lì salgo su dalle Terrazze e svolto a sinistra al distributore di benzina API, tornando indietro in direzione dell'auto, che raggiungerò dopo una ventina di minuti percorrendo il lungo rettilineo di Strada Cucchiara e della provinciale che costeggia la Masseria Brusca.
1h 17'11" è il bottino di oggi, con un'unica pausa poco prima del termine dell'ora di corsa, a Santa Caterina. E'stata una corsa convinta e consapevole, nel senso che per la prima volta da mesi, come annunciato ieri, ho corso con un obiettivo nella testa e l'ho trasferito a gambe e polmoni: una maratona, quella di Roma del prossimo 23 marzo. In questa fase hom intenzione di uscire per non meno di un'ora di fila e scegleire percorsi con saliscendi e accidentati, per allenare i riflessi, la concentrazione e rinforzare muscoli, determinazione e articolazioni. Un piccolo potenziamento generale, insomma, sostenuto da un'alimentazione un pò più nutrita. Per una quindicina di giorni potrebbe bastare, credo.
Tornando al fattore motivazionale, ho pensato che anche se non è possibile, o meglio non lo sarebbe a causa delle condizioni economiche non proprio splendide imposte da questa maledetta flessione economica (odio ormai chiamarla "crisi", ma quella è), continuare a rinviare qualsisi progetto aspettando che "qualcosa cambi" mi condannerà con ogni probabilità ad un 2014 simile se non peggiore al 2013 che sta per finire, l'annus horribilis delle mie trasferte, pari a zero! Non mi era mai accaduto da quando ho cominciato a correre di non concedermi un'uscita che fosse almeno una dalla mia regione, se escludiamo la piccolissima e comunque piacevole gita podistica sul Pollino dello scorso ottobre. Non voglio che questo accada anche l'anno prossimo, non può essere, perchè vorrebbe dire condannarsi alla fossilizzazione. E questo non mi va davvero.
Così ho pensato che anche se in teoria non dovrei andare da nessuna parte, in pratica lunedi prossimo, o molto più probabilmente il 2 gennaio per motivi di lavoro, andrò in posta e verserò la relativa quota di iscrizione per la Maratona di Roma del prossimo marzo, come se fosse una delle tante bollette che sono costretto a pagare da questo stato predone. Sarà una bolletta che pagherò volentieri, stavolta, per me e per la mia salute, fisica e psicologica. 
E arriveremo a Roma...malgrado voi...
Buonanotte.

venerdì 27 dicembre 2013

Il mare d'inverno - (parte seconda)

Quando aggiornavo il mio blog con maggiore regolarità avevo creato una specie di piccola rubrica intitolata "il mare d'inverno". Poi ho cominciato ad allontanarmi un pò dal blog e così adesso mi capita sempre più di rado di scrivere di corse in riva al mare, durante questa stagione così particolare per chi, come me, si trova a vivere l'atmosfera del tutto particolare del mare da residente e non solo da turista.
L'uscita di ieri mi ha fatto un pò rivivere questa emozione, questo fascino.
Uscito da casa con un tempaccio da lupi sulla testa, uno sciroccone da paura ed un mare grosso come non lo vedevo da mesi, parcheggiata la mia auto in una solitaria Torre Inserraglio, ho percorso il perimetro del Parco di Portoselvaggio in totale solitudine. Sapevo che i miei compagni si erano dati appuntamento un paio di km più a sud, a Santa Caterina, ma ho bucato apposta l'appuntamento (che comunque non avevo preso) per starmene un pò con me stesso, con i miei ritmi, i miei pensieri, il mio vento in faccia ed il rombo del mare nelle orecchie.
Stupenda sensazione di solitudine. 
In questo periodo preferisco stare un pò così: voglio tornare a godere di me stesso, delle mie sensazioni, dei miei pensieri. La sera sto aggiornando il mio diario, il giorno sto pensando a quanto, come e dove e correre.
Mi sta tornando la voglia. Ho voglia di organizzare, ho voglia di correre, ho voglia di darmi un obiettivo nuovo per l'anno che sta per venire.
Vi terrò informati. Buonanotte ;)







mercoledì 25 dicembre 2013

IL MIO REGALO DI NATALE

Avevo scritto la mia letterina per Babbo Natale.
Avevo chiesto un regalo che fosse ecologico e vegetariano, cruelty free innanzitutto.
Poi lo volevo poco commerciale, originale insomma, lontano dalle pubblicità consumistiche e dagli sfarzi che così poco si sarebbero abbinate con i tempi di responsabilità ed austerity italiana.
Lo volevo comunque succulento e ricco di energia e vitalità, affinchè potesse essere di buon augurio per la salute e per le mie corse, che riprenderanno da domani mattina, giorno di Santo Stefano.
Lo volevo "non cattolico", laico come dice giustamente il mio amico Giancarlo, che segue sempre questo blog, ma "praticante".
Sono stato accontentato!?



Annuncio già ricorso in appello contro queste toghe rosse natalizie che hanno travisato e stravolto la realtà. Babbo Natale è un comunista: ci rivediamo in tribunale, ti trascinerò lì con tutte le tue renne (comuniste pure loro) e chiederò di spostare il processo davanti alla Befana!
Mi si consenta!

lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale 2013

E' strano che tocchi proprio a me difendere il Natale. Proprio io che mi definisco "non cattolico, ma praticante", confermo questo motto che mi sono inventato per fare il verso ai tanti che invece si dichiarano "cattolici, ma non praticanti". Che, per dirla alla Don Antonio (il sacerdote della mia parrocchia), vuol dire più o meno "credo in Dio, ma seguo il Diavolo". 
Semplificazioni, che però rendono bene l'idea. 
Il Natale mi piace, dicevo. Mi piace il clima che si respira, anzi, che si respirava fino a qualche anno fa e che adesso va anch'esso clamorosamente scomparendo travolto dalla globalizzazione imperante e da una certa buona dose di fatalismo in parte giustificato dai tempi cupi che corrono. Già, "corrono"...almeno usiamo qualche termine che giustifichi un post del genere in un blog del genere. Ma, tant'è, in questo periodo è così: ho inaugurato questo modo alternativo (diciamo così) di aggiornare i miei post: non soltanto racconti di corsa, ma pensieri in libertà.
Ci riprovo: il Natale mi piace, dicevo. Mi danno l'anima al lavoro: in questo periodo, in cucina si scoppia. Sono stanco morto e tra poche ore decine di clienti verranno a ritirare la loro cena della vigilia o il loro pranzo del giorno di Natale e Santo Stefano. Poi due giorni di stop, nei quali spero di potermi rilassare correndo in riva al mare, prima di ricominciare tutto da capo con il cenone di San Silvestro e il pranzo di Capodanno. 
Sarà per questo che il periodo Natalizio mi piace, per quel senso di convivialità che si crea in famiglia e che ci fa riunire tutti quanti, scambiarsi gli auguri, veder gioire i propri piccoli in un giorno di festa, avere la fortuna di poter ancora godere un anno in più della presenza dei propri genitori, per chi come me ha la fortuna appunto di poterli ancora avere. Per me sono cose importanti.
E ringraziare Iddio, o chi per lui, da buon "non cattolico, ma praticante", per le piccole grandi cose che ancora resistono in tutto il loro significato.
Buon Natale, tanti auguri a chi mi legge, a chi no, ed a chi lo farà. 



UNA GRAN FICATA

Basta parlare di ciò che è stato, di come sarebbe potuto essere e non è, di come sarebbe potuta andare e non è andata. Ormai è così, ci siamo, e questo è ciò che conta. Programmiamo il futuro una volta tanto, con un occhio rivolto a ieri, ma con lo sguardo e la mente al domani.
Ad agosto me ne salivo sul terrazzo di casa mia a sotto un sole cocente mi sono aperto (“spaccato”, in gergo dialettale) alcuni fichi. E apri oggi, e “spacca” domani, i fichi sono diventati più o meno un migliaio! Sono seccati, li ho mandorlati ed infornati, spolverati di cannella e chiodi di garofano e ne ho riempiti quattro vasi grandi (da tre kg) e tre piccoli (da 1 kg).
Mi chiedevo a che potessero servire tutti quei fichi, e soprattutto me lo chiedeva chi me li ha visti sfornare in così gran quantità. Un lavoraccio durato settimane, finchè non mi è venuta l’idea, vista la quantità industriale prodotta ed una carestia alimentare che ancora non arrivava a giustificare il surplus, di farne il nostro gadget di Natale per il negozio: acquistato l’occorrente, un sacchetto alimentare trasparente, un altro di iuta, un nastrino, due stelline ed una pergamena con su scritto “Mangia & Fuci augura un fico Natale”.
Mangia & Fuci è il nome del mio negozio, una gastronomia d’asporto.
Li ho impiegati tutti i miei fichi, alla faccia della disoccupazione, col resto di un paio di boccacci da kg che ho messo in cassa integrazione per la gioia dei miei nipotini (e la mia), ogni tanto.
Proprio in questi giorni, mentre li confezionavo, mia suocera mi raccontava di quando sua mamma, siamo agli inizi del 1900, fosse solita riempirsi le tasche di fichi secchi prima di andare al lavoro nei campi all’alba, perché anche il pane a quei tempi era un lusso. E così faceva coi suoi cinque figli: fichi secchi al posto della merenda. Avevano una cassapanca piuttosto grande, immaginiamoci un baule grosso, pieno zeppo di fichi secchi: era il loro piccolo grande tesoro, una provvista energetica in tempi di crisi e carestia, quella vera però.
Ieri ho scoperto che prima che costruissero il locale che oggi ospita il mio negozio, Mangia & Fuci appunto, era piantato un grande campo incolto ed al centro, più o meno in prossimità del luogo preciso in cui oggi c’è la cassa, c’era un grosso albero di fichi, estirpato evidentemente per costruirci sopra il mio locale e la casa ancora su. Mi piace pensare che quell’albero oggi riviva un po’, a modo suo.
Coincidenze, storie, leggende …  materia di riflessione. Auguriamo a tutti un fico Natale.
Che questo Natale e l’anno che verrà siano forieri di belle soddisfazioni per chi ha lavorato “in agosto”, come le formichine, o comunque in anticipo, mettendo da parte qualcosa per i momenti di crisi e di vacche magre come quelli che stiamo attraversando chi più chi meno in questi ultimi difficili mesi. Nulla di paragonabile ai primi del 1900 e neppure alla prima metà di quel secolo, ma comunque forse anche noi ci eravamo abituati un po’ maluccio.
In questi giorni proverò, dopo il gran lavoro di queste feste che per noi sono sempre tutte fornelli e pensieri, a sedermi un attimo a riflettere ed a buttare giù due idee per il 2014: una maratona in primavera, da decidere dove iscriversi anche se la prima ipotesi resta Roma; c’è poi una gara tutta nostra che è ormai in calendario per il prossimo 11 maggio (una mezza maratona); un lavoro da tenersi stretto stretto; una bella famiglia da coltivare; cose comunque stupende da non sottovalutare. Bisognerà ripartire da qui, dalle proprie certezze per affrontare il futuro con ancora maggiore sicurezza e convinzione.

L’anno prossimo, non potrà essere altrimenti, sarà una gran ficata!