martedì 27 marzo 2012
La B-ZONA *Video*
domenica 25 marzo 2012
Una giornata... "da raddrizzare"

sabato 17 marzo 2012
25 km, dedica e *Foto*
25 km e spiccioli in 2 ore e 24 minuti è il bilancio di un pomeriggio di corsa in compagnia di tutti i miei compagni che assieme a me stanno preparando la prossima maratona. Per la verità la primissima impressione è che loro siano parecchio più avanti di me con la preparazione e se la 42 km si corresse tra un paio di settimane sarebbe molto probabile un loro arrivo più o meno agevole ed un mio quasi sicuro ritiro, cosa peraltro mai verificatasi nelle precedenti edizioni tutte portate a termine.
Oggi avevamo programmato tre soste: una ai 25 km, un’altra ai 30 e l’ultima ai 35. Partenza dalla zona 167 di Nardò e tutta la litoranea fino a Gallipoli, attraversamento della cittadina ionica, perimetro delle mura vecchie e poi ancora lungomare fino a Mancaversa, marina di Taviano, in direzione Ugento. Su 10 podisti in corsa, cinque si sono fermati al primo stop, uno poco dopo il secondo (al 33°), e quattro hanno portato a termine l’intero percorso. Io ero tra i primi e tra i cinque ero quello messo decisamente peggio. Bella schifezza. La stagione delle 21 km ruggentiche pure i regalato delle enormi soddisfazioni fino a qualche settimana fa ha lasciato però le sue zavorre nelle mie gambe.
Non sostengo più di 23-24 km, poi cominciano problemi seri di tenuta, soprattutto alle articolazioni, e soprattutto alla caviglia destra che ad un certo punto ho cominciato a sentire un po’ addormentarsi. Mancano ancora 45 giorni e l’impressione che ricavo da questo test è che dovrò macinare parecchi km per mettermi apposto, considerando soprattutto il percorso molto difficile della Collemar-athon, un susseguirsi continuo di salite e discese, alcune mi dicono molto impegnative.
Basta guardare le prestazioni di tutti i maratoneti nella maxi classifica della rivista Correre pubblicate a Gennaio scorso (l’immagine del blog in alto è presa da lì, n.d.r.) per rendersi conto di come tra i runners che hanno portato a termine più di una maratona nel 2011, chi ha corso la Barchi-Fano ha registrato in essa uno dei suoi peggiori tempi, spessissimo il peggiore.
Una maratona molto impegnativa quindi, che necessita di una preparazione particolare per essere portata a termine. Già, perché fare il tempo lì sarebbe da pazzi e non ci penso neppure. Penso solo a tagliare il traguardo e da questo pomeriggio ci penso con una certa “preoccupazione”. Ma gli allenamenti, si sa, servono proprio a quello: ad acquisire gambe, fiato, strategia e tattica di corsa, ma anche e soprattutto la giusta consapevolezza su come gestirla al meglio.
Bene, per oggi basta così. Mi godo questo weekend di riposo facendo l’”in bocca al lupo” a tutti i runners che correranno tra poche ore la Maratona di Roma e spero che sia bella anche la fiction che la Rai dedica alla storia di un grande maratoneta, Dorando Pietri, domenica e lunedì sera in prima serata.
Una volta tanto, non solo palle che rotolano…
Alla prossima.

giovedì 15 marzo 2012
Domenica o lunedi?
Oggi ho percorso 14,660 km su un tracciato contorto e studiato apposta per fare impazzire i miei muscoli e le mie articolazioni e "svegliarle" un pò. Missione compiuta: 1h 18' di saliscendi praticamente ininterrotti e stasera le gambe e le ginocchia fanno un pò male. E questo "dolore" mi dà una enorme soddisfazione, come non accadeva da tempo. Già, perchè il "dolore", o meglio sarebbe dire "l'indolenzimento" è sintomatico di un lavoro fatto bene e che servirà, ne sono certo, alla prossima maratona. Oltre che ad introdurre alla perfezione un concetto.
Non fa niente, allora: se correre non ci piace, non corriamo. Finchè possiamo scegliere con la massima libertà di coscienza la discriminante, insomma, è sempre il piacere o meno che ognuno di noi prova a fare questa o quell’altra cosa. E la sensazione che quel gesto ci regala, che può essere piacevole oppure sgradevole.
E’ come quando ti svegli in piena notte, magari per andare in bagno: ti guardi attorno nella stanza, in preda ad un attimo di stordimento; getti lì uno sguardo angosciato alla sveglia che ti ticchetta accanto e conti mentalmente le ore che ti separano dal momento fatidico in cui ti dovrai alzare per andare al lavoro.
Che sia sabato notte, o domenica notte, è sempre lo stesso tempo che passa e tu ti sei svegliato sempre alla stessa ora. Quel che cambia è la sensazione che provi nel ricordarti che il giorno dopo può essere domenica…o lunedì. E non è mica la stessa cosa.
Quando ti viene il pensiero di andare a correre, tra mezzora o mezza giornata, se ti senti come quando il giorno dopo è domenica, allora la corsa ti trasmette la sensazione giusta. Se no, lascia perdere.
Un lunedì a settimana, credimi, basta e avanza!
martedì 13 marzo 2012
Convalescente
