“...esiste una maniera per arrivare dù ore prima a Lione: se parte dù ore prima da Lione!”. (Ascanio Celestini) - NO TAV

lunedì 5 dicembre 2011

La vedo nera

Oggi ci ho pensato diverse volte: questi provvedimenti anticrisi del governo mi spaventano un pò, lo ammetto. Negli ultimi due o tre anni ho notato uno scadimento generale delle mie (nostre?) condizioni di vita, intesa dal punto di vista qualitativo, e nonostante non possa dire di aver diminuito notevolmente gli introiti della mia attività (parlo di fatturato medio annuo) sicuramente se prima riuscivo ad arrivare tranquillamente alla cosiddetta fine del mese, adesso davvero faccio fatica. Molta.
Mi chiedo, se ora ci viene chiesto un nuovo ed ulteriore sacrificio, come farò a chiudere i conti almeno in pareggio. E mi chiedo, pur non essendo io un economista, come sia possibile riprendersi da una crisi economica senza puntare la maggior parte delle misure sulla spinta alla crescita: è un pò come se un podista volesse migliorare le proprie prestazioni e, anzichè puntare su allenamenti brevi e veloci, magari inserendo qualche serie di ripetute, appesantisse i suoi muscoli ulteriormente con delle zavorre.
Questo Natale io spenderò meno, molto meno degli anni precedenti: niente per addobbi, pochissimo in regali (pochissimo) e meno che meno in abbigliamento. E non per risparmiare, ma per pagare le bollette, prima fra tutte l'assicurazione del mezzo che utilizzo per lavorare (il furgone) e non per andarmene a spasso, aumentata di 150 euro ogni sei mesi. Crescerà l'assicurazione e moriranno i venditori di regali, addobbi e abbigliamento. Che a loro volta potrebbero privarsi della cena della vigilia di Natale. (ed il cerchio si chiude)
In questo modo anche un profano dell'economia come me non può che dedurre che, facile ottimismo a parte, andrà sempre peggio.
Mi spiace di aver occupato un posto che dovrebbe essere dedicato alla corsa ed allo sport per parlare di queste cose, ma sono quelle che oggi maggiormente hanno caratterizzato i pensieri della mia giornata ed è giusto, forse, che in questo calendario dell'Avvento una parte, anche se piccola, venga destinata alla cronaca di questa quotidianità non proprio idilliaca.
A domani, sperando che l'umore sia un tantino migliore.

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