"Dentro un ring o fuori non c'è niente di sbagliato a cadere. E' sbagliato rimanere a terra" (Muhammad Ali)

domenica 8 marzo 2015

Secondo lunghissimo pro-Tolfa

La corsa di stamattina: 34 km, partenza da Santa Maria al Bagno, piazzale delle Quattro Colonne.

Quattro Colonne-Santa Maria al Bagno (Nardò)

Percorro il lungomare fino al suo limite, ai piedi di Torre dell'Alto, dove imbocco la scalinata che porta fin su in cima alla torre. Da lì inizia un lungo sentiero sterrato che mi porta a scendere lungo un tratto molto ripido, da percorrere a piedi senza correre a causa della presenza di rocce ripide e tratti di breccia e pietrisco sottile scivoloso. Dopo circa un kilometro percorro la spiaggia di Portoselvaggio, sassosissima, e risalgo lungo il cosiddetto "canalone", una salitone spezza gambe che percorro per una buona metà correndo, poi arrancando di buona lena. Alla fine della salita sono giunto alla fontanella di Villa Tafuri.

Spiaggia di Portoselvaggio

Trenta secondi di ristoro e via. Mi rituffo nel parco, lungo sentieri resi lenti dalle abbondantissime piogge delle ultime ore. Esco a Torre Uluzzo e dopo un breve tratto asfaltato in corrispondenza del Ficodindia, piego a sinistra verso l'Arenile, e da lì sempre percorrendo sentieri sterrati a ridosso del mare, tra tratti di roccia, scogli e sentieri impantanati e quasi paludosi (la pioggia!), arrivo al Frascone, quindi a Lido dell'Ancora e alla spiaggia di S.Isidoro, lambendo la torre e fermandomi per un altro sorso d'acqua alla fontana pubblica. Il ritorno è tutto asfalto, almeno fino a Uluzzo, dove rientro nel parco per uscire ancora alla fontana di Villa Tafuri, quella dell'andata.

Baia di Uluzzo, con la torre diroccata

Sempre su strada scendo giù da Strada Santa Caterina e il mio cronometro segna 30 km. Ai quali aggiungere i 4 del tratto percorso a ritroso rispetto all'andata Torre dell'Alto-Quattro Colonne. E son 34. E' il secondo lunghissimo della mia preparazione personalissima per Tolfa. Nel mezzo di questi allenamenti lunghissimi, tanti medi di 15-16 km, tante salite e pure qualche seduta di potenziamento in palestra. Adesso, tra una settimana la mezza di Lecce e tra ventina di giorni, si replica con quello che potrebbe essere l'ultimo lunghissimo da 37/38 km.
Tabellino finale di oggi: 34 km in 3h 26'. Passo medio 6'05". Perfetto, direi.
A presto.


mercoledì 4 marzo 2015

CAPITA


Effettivamente capita.
Capita la domenica mattina, ad esempio, quando fuori magari fa freddo o è umido e tu sei al caldo nel letto e sai che vieni da una settimana di lavoro e che te ne aspetta un'altra.
Capita a me ogni volta che esco nel dopolavoro, alle 15, quando devo decidere se pranzare o uscire.
Capita ogni volta che muovi i primi passi dopo lo start di una maratona, quando sai che dovrai buttare avanti un passo dopo l'altro per circa 42mila volte, più o meno e nel mio caso per circa 4 ore di fila, che più o meno era un giorno di scuola elementare, dalle 8:15 alle 12:15, di quelli che quando eri piccolo non ti passavano mai ed ora che sei grande...non passano ugualmente!
In realtà non capita spessissimo, che se fosse così in fondo davvero ti verrebbe da pensare e dire:"Ma, scusa, ma chi te lo fa fare?". Non tanto spesso, ma ogni tanto capita.
Palermo è stata la prima volta, dopo circa 12 o 13 anni che corro, in cui mi sono fermato ed ho camminato. Una volta, due volte, tre volte, molte volte. Non mi sono ritirato, ma mi sono fermato. Ed è stata proprio una questione cerebrale, prima ancora che fisica: il cervello ha proprio detto:"Basta così, non ne ho più". Dopo Palermo ho cercato nuovi stimoli e, forse, li ho trovati nel trail.
Se son rose fioriranno, ce lo dirà la primavera che sta per arrivare. Buonanotte.

domenica 1 marzo 2015

PASSIONE TRAIL

Da un paio d'anni ci penso, da un paio di mesi ci lavoro. L'evoluzione della mia corsa si chiama trail running, sterrato, sentieri, tutto ciò che abbia poco o nulla a che fare con l'asfalto insomma. Ve l'avevo già raccontato e poi, a dire il vero, parlavano i miei scarsi e poco lusinghieri risultati degli ultimi mesi. Palermo e la sua maratona credo abbiano rappresentato il fondo, non tanto nella prestazione, che alla fine ci può pure stare,se partiamo dal presupposto che per runners piuttosto "scarso" come me chiudere una 42 km è sempre una vittoria. Ma era la mentalità, l'approccio, il lavoro che proprio non andava. Ero scarico di motivazioni, di idee e sentimento e si è visto.
L'inizio del 2015 non è stato dei migliori, con un gennaio che almeno nella prima quindicina ha riproposto le stesse cattive sensazioni dello scorso fine anno. Eppure, correndo su sterrato, anche se sono caduto un paio di volte, le gambe sembravano imballate, la testa troppo fitta di pensieri cattivi e pesanti e il meteo non aiutava, acuendo vecchi guai legati soprattutto alla sinusite, eppure, dicevo, ho stretto i denti ed ho fatto appello a quella risorsa che pare proprio il sale di molti successi: la pazienza.
Con pazienza sono uscito quanto potevo, con pazienza ho tollerato due, tre, quattro uscite consecutive in palestra, un ennesimo piccolo ma fastidioso guaio al piede destro ha trasformato queste sedute indoor in cinque e poi sei...
Ora da una ventina di giorni pare cambiato tutto. La pazienza sta pagando. Ho cominciato ad inanellare una serie insperata di uscite all'aperto e la forma sembra essere tornata quella dei tempi migliori. E, con essa, l'entusiasmo. Quindici giorni fa un lungo di 30 km, arrivato stremato, ma arrivato! Tutto sterrato. Poi uscite di non meno di 15 km, un paio, sempre su sterrato; quindi venerdi scorso 20 km, percorso misto asfalto e sterrato; fino a stamattina, dopo solo 48 ore, ancora 22 km, tutto sterrato con due soli tratti d'asfalto di poche centinaia di metri.



Ho individuato dei percorsi trail fantastici.
Parto generalmente dalla Masseria di Terranova, nel Parco di Portoselvaggio e da lì percorro un primo tratto di sentiero pianeggiante e regolare, attraverso una via provinciale (strada Cucchiara) e sono immerso in un fitto sottobosco, in un sentiero stretto e tortuoso, tra radici, rocce, e morbidi tappetini di aghi di pino d'Aleppo, così fino a Villa Tafuri, dove c'è una fontanina alla quale mi abbevero. Da lì un breve tratto d'asfalto mi porta in salita sulla sommità del parco, a pochi passi da Torre dell'Alto, dalla quale devio in basso verso la spiaggia di Portoselvaggio attraverso un sentiero ripidissimo, sconnesso, fatto di rocce alte e un pò pericolose, che mi costringono ad un mini rock trail ed a rallentare parecchio per evitare pessime cadute su un tratto isolato e inaccessibile.

Masseria Torrenova (foto www.piazzasalento.it)

Dopo circa un km sono giù nella parte più bassa, attraverso la piccola sassosissima spiaggetta del parco, che mi lascio subito alle spalle per addentrarmi nella Piana della Lea, una fitta bassa vegetazione mediterranea, ricca di sentieri e panorami che sembrano usciti dalla sceneggiatura di un libro di Tolkien. Da qui si sale, lungo un tratto roccioso e brullo, prima di uscire su uno dei tanti sentieri tagliafuoco del parco, regolari, ma pieno di saliscendi che mettono a dura prova la tenuta muscolare.

Baia di Uluzzo (foto www.fondazioneterradotranto.it)

Attraverso un'altra parte di ricca vegetazione, questa volta alta di pini d'Aleppo, e mi ritrovo nuovamente su strada Cucchiara, a pochi passi dalla Baia di Uluzzo, che mi lascio a sinistra per piegare un'altra volta nella boscaglia e, attraverso un sentiero di collegamento interno, disseminato di blocchi di pietra simbolo di non si sa bene cosa se non di uno spreco di denaro pubblico perpetrato negli anni passati da cattive gestioni del parco, torno alla base, a quella Masseria Torrenova che invece rappresenta, almeno nelle intenzioni anch'esse non sempre pienamente messe a frutto, la parte buona della presenza umana in uno degli ambienti naturali più caratteristici della penisola salentina.

Torre dell'Alto vista da Portoselvaggio (foto www.costadelsud.it)

Questo percorso, che ho preso come "campione" per il mio allenamento trail proprio per la varietà dei terreni calcati e per la presenza di zone con pendenze discrete sia in salita che in discesa, misura 11 km abbondanti. Oggi l'ho percorso prima in un senso, poi, dopo una breve bevuta a metà percorso, l'ho ripercorso a ritroso. Fino a 20/25 giorni fa fare anche solo il primo giro mi stremava. Oggi due giri e sono arrivato relativamente fresco. Ora devo provarci per tre volte.
Alla prossima.



domenica 1 febbraio 2015

Maratona dello Iodio - atto terzo



Gallipoli mette in crisi la mia vena creativa.Correva l'anno 2013 quando, al termine di una 21 km al limite delle condizioni meteo, tra vento e salsedine, titolai su questo blog "La mezza maratona dello Iodio", scherzando sul nome della mezza che invece è "dello Ionio". L'anno scorso ho replicato, richiamando proprio il titolo dell'edizione precedente. E quest'anno? Cosa scriverò quest'anno su Gallipoli?
Pare che i primi 3 giorni di febbraio siano votati alla pioggia, al maltempo, alle mareggiate violente, ma soprattutto come oggi al vento forte di scirocco o di libeccio che sferza le nostre coste trasformando la gara gallipolina in una faticaccia immane. Un aerosol all'acqua marina lungo due ore.

E così, quindi, ecco la cronaca di un'altra piccola grande impresa. Quest'anno la mia gara si chiude in 1h 48'45". Sono lontano dal mio personale di 1h 37', abbastanza lontano. E non è solo questione di vento contrario. E' l'insieme di tanti fattori a fare una prestazione. Ma se devo essere estremamente sincero, l'ultimo dei miei pensieri oggi era il tempo, almeno quello cronometrico.
Oggi era importante, in questa fase della mia preparazione personale, chiudere 21 km nel modo più dignitoso possibile. E così è stato. Vengo da un periodo di lavori su sterrato ed in salita, mercoledi scorso ho fatto le ripetute in salita e venerdi gambe in palestra, potenziamento. Ed ancora così continuerò nei prossimi giorni. Non potevo chiedere di più oggi se non portare a termine 21 km, che il primo febbraio rappresentano una tappa fondamentale per me: da qui in avanti devo allungare la distanza, arrivando a percorrere agevolmente 42 km non solo su strada, ma anche e soprattutto su sterrato!

E' una questione di obiettivi, come sempre. Il mio obiettivo per il 2015 è chiudere una ecomaratona, con qualsiasi tempo, purchè sia. Meglio se a Tolfa, il 27 aprile, come programmato da alcune settimane. In quest'ottica la 21 km di oggi cascava a fagiolo e ne sono entusiasta.
Da oggi in avanti si fa sul serio, anche e soprattutto con la distanza, che andrà sempre più ad aumentare, nella quantità e nella qualità.
Se avrò salute, nei prossimi giorni ci sarà da divertirsi. Come sempre.
A presto.


lunedì 26 gennaio 2015

LA CADUTA

Poche uscite ancora in questo inizio 2015, ma molto intense. C'è da migliorare e ci sono proprio da muovere i primi passi con una disciplina, quella del trail, che c'entra poco o nulla con la tradizionale corsa su strada. In 12/13 anni di corsa su strada non avevo mai incontrato tante difficoltà come in questo mese e mezzo che ho scelto di tuffarmi nei sentieri contorti, sconnessi e brulli della mia terra.
Meno di due mesi, e già posso contare due cadute rovinose. Diciamo che mi è andata di lusso, sia la prima che la seconda volta.
Prima uscita del 2015, due giorni dopo Capodanno, becco una pietra in pieno sul piede in spinta e mi ritrovo in una frazione di secondo lungo faccia in giù, col braccio sinistro che rovina per terra ed il polso sinistro che picchia sul suolo. Il caso ha voluto che fossi caduto su un tratto morbido, erba ed aghi di pino e terra e quella che poteva essere una pessima caduta si trasforma in un'esperienza da ricordare. Neppure un graffio.
Oggi, a distanza di poco più di venti giorni, sto completando un giro di "perlustrazione", poco più che cazzeggio e qualche foto, sta per venire buio (maledetti orari impossibili!), a circa un kilometro dall'arrivo improvvisamente il sottobosco diventa folto, non vedo una grossa pietra, il risultato è che stramazzo un'altra volta per terra. Ma vaff****! Ancora una volta la sensazione è che la fortuna mi abbia voluto bene. Non trovo rocce o spuntoni di pietra sotto di me, anche se stavolta un ricordino lo porto a casa: la rotula destra picchia violentemente sul suolo. Un dolore incredibile. Mi viene da piangere, sono preso dallo sconforto.
Mi rialzo, a sangue caldo il dolore mi passa presto, ma adesso che sono qui sul divano a scrivere, se mi fermo più di un quarto d'ora col ginocchio accidenti se mi fa male!
Credo non ci sia nulla di rotto, anzi, ne sono certo. ma queste due esperienze mi hanno insegnato le prime cose che ci sono da imparare su questa disciplina: non si scherza. Non basta avere un bel paio di scarpette da trail ed uno zainetto in spalla. Serve concentrazione, bisogna sollevare con più decisione i piedi da terra ed evitare di correre radente come per tanti anni ho imparato a fare su strada, bisogna non forzare o osare troppo. Si rischia davvero di farsi male.
Ora sto preparando questo mio debutto che spero avvenga a fine aprile al Trail della Tolfa, e stasera ho già adocchiato un paio di appuntamenti che potrei pure tentare. Bisogna lavorare con pazienza, la dote che ritengo essenziale nello sport e nella vita.
Intanto domenica ho la mezza di Gallipoli, alla quale mi sono iscritto per cominciare ad allungare ancora un pò la distanza nelle gambe. Spero di riuscire a partire. Ora come ora il ginocchio mi fa male. Spero di recuperare.
A presto.





venerdì 9 gennaio 2015

Se son rose

Corro, mi piace, mi diverto.
L'uscita di ieri ha sancito credo l'inizio di un periodo di lavoro specifico, una cosa che non facevo dai tempi in cui un caro amico mi diede per la prima volta una tabella per migliorare i miei tempi sulla mezza maratona, ed il risultato fu un miglioramento di 12 minuti (mezzo minuto a kilometro!!!) in due mesi. Oggi, a differenza di allora, non ho tabelle da seguire, ma sento di di avere la stessa rinnovata voglia e determinazione di allora.
Negli ultimi tempi a dire il vero, complice anche un pò di superlavoro e di pensieri, pensavo di aver smarrito la retta via. La strada non mi entusiasma più e non ho intenzione di spellarmi più di tanto le piante dei piedi a star dietro a diecimila, mezze o maratone.
Durante questo 2015 intendo concentrarmi sul trail running, con tutte le difficoltà annesse e connesse ad una disciplina che nel Salento è difficile da allenare, per l'assenza quasi assoluta di scenari con dislivelli significativi; e da competere, per l'assenza stavolta assoluta di gare di trail running, se si esclude un certo movimento che da alcuni anni sta coinvolgendo il capo di Leuca e che sta vedendo anche ottimi risultati di prestazioni e location: quest'anno Gagliano del Capo col suo "Trofeo Ciolo" dovrebbe essere sede del campionato nazionale di corsa in montagna. Montagna??? Bah.

(Trofeo Ciolo 2014)

Tornando a me, ieri ho cominciato a salire, salire, salire..lunghe scalinate e profondi gradoni in quel di Torre dell'Alto. Poco più di trenta minuti di riscaldamento e altrettanti di scale. Oggi mi fanno male le gambe, i polpacci soprattutto, che sento abbastanza in tiro. Sono contento e soddisfatto.

(Torre dell'Alto - Nardò)

Domenica replico con un allenamento più o meno simile. Dopo di che l'idea che mi sono fatto è di alternare su tre/quattro allenamenti settimanali, un'uscita defaticante, una di velocità (con ripetute brevi, medie e lunghe) ed una di carico in salita. Ogni tanto, se mi riesce, una puntatina in palestra per rinforzare anche un pochino la parte superiore, soprattutto spalla a e schiena.
Poi Sarò pronto. Ma poi quando? Diciamo più o meno in primavera, al fiorire delle ginestre spinose nel parco di Portoselvaggio, dovrei sbocciare anch'io.
Se son rose, insomma, fioriranno. O Spinaporci.

(Lo Spinaporci - Sarcopoterium Spinosum)

giovedì 1 gennaio 2015

CAPODANNO 2015...E STICAZZI!!!


Da qualche parte del mondo il capodanno è iniziato quando in Italia era ancora mezzogiorno. Non meravigliatevi quindi se per il gioco dei fusi (orari) il mio lo commento adesso.
Noi, a proposito, abbiamo fuso! Per gli orari, appunto, di un lavoro che mai come quest’anno ci ha dato soddisfazioni immense. Abbiamo lavorato fino a sentirci male, tanto è vero che verso le 18:30 di ieri sera, complice il forte freddo (ha nevicato!!!), il digiuno prolungato per tre giorni e la stanchezza da mancanza di sonno, mi stavo quasi sentendo male in cucina. Non ho mai provato questo senso di spossatezza in nessuna delle dieci maratone corse fin qui, ed ho detto tutto credo. Quando dico “abbiamo” intendo la mia famiglia, mia moglie, le mie figlie, che ci sopportano pazientemente, il nostro staff e tutti coloro che hanno consentito ad una piccola cucina a conduzione familiare di realizzare l’impensato alla vigilia di Natale, nel giorno del 25, per il cenone ed il pranzo di capodanno. Qualcosa di meraviglioso che meritava assolutamente un posto di primissimo piano in questa “copertina”.
Da circa un mese sto correndo poco e male; ma dovevo seminare , sentivo che mi sarei dovuto concentrare anima e cuore su un altro e ben più importante obiettivo rispetto alla corsa, che resta sempre un hobby, per quanto meraviglioso ed appagante. E questo mastodontico impegno, fatto di lunghe sere al lavoro, di preparativi, di ansie, di pranzi saltati e allenamenti trascurati ha pagato. Stamattina ero così stanco che per la prima volta dopo anni non me la sono sentita di uscire a correre a capodanno per la consueta sgambata nel parco. Fa niente: correrò domani.
Già,domani.

Domani sarà già 2 gennaio…come passa il tempo! E’ ora di riprendere i vecchi ritmi, salutare un 2014 podisticamente molto, molto bello e ricco di gare (basta guardare www.ilpodista.com ) e darsi degli obiettivi per il 2015. Gli obiettivi, ne ho parlato poco sopra, sono sempre importantissimi per chi ha buona volontà e vuole lavorare per raggiungerli.
Allora, obiettivi minimi per il 2015: ora come ora vorrei utilizzare il mese di gennaio per rimettermi in sesto. Una ventina di giorni di rodaggio attivo, recuperare un po’ di tono muscolare e fare qualche accelerata per il fiato. Comincerà tra poco la stagione dei cross. La parola d’ordine per il 2015 sarà sterrato! Assolutamente sterrato!! Fortissimamente trail, insomma. Mi piacerebbe essere presente ai cross salentini, innanzitutto, senza pretese, anche perché la velocità sprint non è mai stata il mio forte. Ad aprile vorrei fare il mio primo trail serio ed impegnativo: il mio primo obiettivo 2015 potrebbe essere quindi chiudere una ecomaratona, la prima della mia vita. Oggi come oggi avrei scelto su indicazione di alcuni amici fidati l’Ecomaratona dei Monti della Tolfa, nel Lazio, che è una regione alla mia portata. Ci conto. Secondo obiettivo 2015 potrebbe essere una maratona autunnale, ma non ho deciso ancora quale. Non so se sarò pronto ad allenarmi per un PB, tanto più che una maratona autunnale viene dopo un allenamento condotto in estate e qui nel Salento le estati sono torride di temperatura e di lavoro. Obiettivo minimo potrebbe quindi essere chiuderla dignitosamente. E, chissà, potrebbe anche essere una maratona estera. Mi sto guardando attorno. Anche in questo caso sarebbe la prima. Chiudo gli obiettivi minimi 2015 con un discorso a parte sull’Arrancabirra. Dopo la quarta, meravigliosa, fantastica, eccezionale mia edizione di quest’anno, nella quale ho chiuso il cerchio correndola come pronosticato e desiderato con mia moglie al seguito, le strade son due: o mi fermo per qualche anno, per recuperare i giusti stimoli; oppure, se torno in un luogo che amo alla follia come Courmayeur, lo farò in una veste diversa: non più come arrancatore, ma come…volontario! Ci sto seriamente riflettendo. Vedremo.
Come vedete io nella mia vita ho bisogno di stimoli ed obiettivi per dare il meglio. Dopo un po’ mi stanco delle “solite cose”, per quanto belle. Ecco, l’augurio che mi faccio per il 2015 è di riuscire a prefiggermi innanzitutto i giusti obiettivi e poi, naturalmente, di continuare a lavorare per raggiungerli. Non conosco altra via, se non questa, per sentirmi felice e soddisfatto.
Come lo sono oggi dell’anno appena trascorso e come mi auguro di esserlo ancora tra un anno.
(Finale: se dopo aver letto il mio post di capodanno vi uscirà dal profondo dell’anima un clamoroso “e sticazzi!!!”, il primo obiettivo minimo dell’anno sarà stato già raggiunto…)

Alla prossima J