"Dentro un ring o fuori non c'è niente di sbagliato a cadere. E' sbagliato rimanere a terra" (Muhammad Ali)

lunedì 6 luglio 2015

BRIGANTI DEL POLLINO (PZ) ed ECOMARETONA 2015

Sono le cose che ritengo importanti quelle per le quali vale la pena scomodare il mio blog. Ed è importante in questo periodo sottolineare due appuntamenti, uno "privato", l'altro a carattere più generale.
Il privato viene temporalmente prima e mi vedrà impegnato in un bel trail, che si preannuncia infuocato soprattutto se queste torride temperature meteo resisteranno fino a domenica prossima, la data in cui correrò il mio primo "Trail dei Briganti del Pollino", a San Severino Lucano, in provincia di Potenza, nella splendida Basilicata. La gara assegna il titolo di Campionato Regionale di Corsa in Montagna - Trail Running e misura 12,700 km. Dopo la estenuante ma affascinate gara di Tolfa, della quale ho parlato nel post precedente, questo appuntamento segna il mio graditissimo ritorno al trail dopo qualche gara corsa fin qui su strada.
La compagnia è quella giusta, quella delle grandi occasioni: gli amici della Salento in Corsa Veglie e i due compagni di squadra che mi affiancheranno in questa avventura, Massimiliano Marinaci e Massimo Baccassino. La condizione generale è appena appena accettabile, provata da una stagione estiva che è entrata nel vivo di una calura che impedisce qualsiasi programma di allenamento che non sia la sgambata e poco più. L'aria è davvero irrespirabile e per me che tendo a disperdere parecchi liquidi diventa ancora peggio. Cercherò di godermela "da turista", cercando di portare a casa qualche ricordo da condividere con i miei amici e la mia famiglia.
Tutte le info su questo bel TRAIL le trovate CLICCANDO QUI.


Il secondo appuntamento del mese di luglio è quello con l'Ecomaretona, quella bellissima manifestazione podistica non competitiva che ebbi modo di conoscere già nel 2009, quando organizzai su Nardò una delle decine di tappe previste dal programma nazionale: il prossimo giovedi 23 luglio il tratto di costa da S.Isidoro- Loc. Frascone a Porto Cesareo sarà interessato dal passaggio dell’edizione 2015 di Ecomaretona.
Ecomaretona è una manifestazione podistica non competitiva, completamente gratuita, in programma dal 26 giugno al 26 agosto, che attraverserà l’Italia intera seguendo il filo delle sue coste da Trieste a Ventimiglia, passando per Reggio Calabria e Messina.
63 tappe, oltre tremila chilometri di costa che Giuseppe Tamburino - torinese, running motivator e maratoneta- correrà su strade, piste ciclabili e spiagge per sensibilizzare, coinvolgere e fare innamorare gli italiani della corsa e fare loro riscoprire il proprio Paese attraverso di essa. Da Nord a Sud saranno tanti gli incontri e le storie che verranno raccolte e raccontate su RadioRun la radio ufficiale di Ecomaretona che seguirà tutta la manifestazione con dirette e interviste lungo tutte le 63 tappe.
Ecomaretona è una corsa aperta a tutti. Chiunque può partecipare - le tappe sono alla portata di tutti e chiunque vorrà accompagnare Giuseppe Tamburino nella sua avventura lo potrà fare percorrendo anche solo qualche chilometro di corsa, in bicicletta o con l’handbike. Non ci sono classifiche o tempi da rispettare: basta conoscersi, confrontarsi, guardarsi intorno, divertirsi.
L'asd Sport Running Porto Selvaggio sta organizzando in collaborazione con gli amici della Salento in Corsa Veglie la tappa di giovedì 23 luglio, da S. Isidoro (Frascone) a Porto Cesareo. 10 km di CORSA LIBERA non competitiva. Non è richiesto nessun requisito se non un pochino di buona volontà. Iscrizioni aperte e GRATUITE sul sito www.ecomaretona.it . Start ore 18:30. Bastano un paio di scarpette da Running e/o una bici o qualsiasi altri mezzo non a motore.
Vi aspetto!



Per maggiori informazioni seguiteci su Facebook CLICCANDO QUI

mercoledì 27 maggio 2015

CONFERENZA STAMPA - PORTOSELVAGGIO HALF MARATHON 2015


Si è svolta stamattina nell’Aula Consiliare del Comune di Nardò la conferenza stampa organizzata dalla Dott.ssa Ida Vitagliani per la chiusura della seconda edizione della Portoselvaggio Half Marathon-IX° Trofeo Corri in Aiuto.
I responsabili dell’Asd Sport Running Portoselvaggio, Giuseppe Spenga, e dell’Asd Salento in Corsa Veglie, Giuseppe De Maglie, unitamente al presidente del Rotary Club di Nardò, Dott. Cesare Sabato, hanno illustrato il rendiconto della manifestazione al Sindaco di Nardò, Avv. Marcello Risi, all’Assessore allo Sport, Flavio Maglio ed ai giornalisti locali presenti.
Grande entusiasmo e soddisfazione sono state espresse da parte di tutti i presenti per l’eccellente riuscita della manifestazione, sia dal punto di vista sportivo, sia da quello della promozione turistico-ricettiva del territorio, sia per l’ottimo risultato economico raggiunto con la donazione di 7.000 euro ai progetti di ricerca nell’ambito dei tumori cerebrali in età pediatrica portato avanti dal Reparto di Onco-Ematologia Pediatrica dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce in collaborazione con l’Ospedale “Bambin Gesù” di Roma.
Il Dott. Sabato ha donato al Dott. Alessandro Cocciolo, presente alla conferenza stampa in rappresentanza del reparto diretto dalla Dott.ssa Assunta Tornesello, i due aerei realizzati in legno d’ulivo e significativamente donati alla manifestazione per la causa dal Colonnello Paolo Tarantino, Comandante del 61° Stormo dell’Aeroporto Militare di Galatina. I due pezzi unici, gioielli autentici dell’artigianato locale, costituiscono il Trofeo Corri in Aiuto 2015 e saranno esposti nel reparto di Lecce, unitamente al trofeo dello scorso anno offerto dall’artista neretino Daniele Dell’Angelo Custode. Un pensiero e la speranza di un sorriso in più per i piccoli ricoverati.
Alla conferenza era inoltre presente la Dott.ssa Maria Rosaria Filograna, medico chirurgo specialista in Pediatria, alla quale è andato l’augurio finale in quanto succederà l’anno prossimo alla Presidenza del Rotary Club di Nardò, affinchè possiamo raccontarci con la stessa soddisfazione la buona riuscita anche dell’edizione del prossimo anno.











lunedì 27 aprile 2015

LA MIA ECO-MARATONA DEI MONTI DELLA TOLFA 2015

A distanza di circa 42 ore dall'arrivo, c'è ancora tanto dei 42 km dell'Eco Maratona dei Monti della Tolfa dentro di me!



Nelle gambe c'è ad esempio una enorme quantità di acido lattico, e me ne ricordo ogni qualvolta provo a scendere le scale di casa, ad alzarmi dal letto, a piegarmi sulle gambe. Ho anche provato a corricchiare per una decina di metri questo pomeriggio, lasciamo perdere. Se ne riparla tra un paio di giorni.



Sulla pelle c'è una bella abbronzatura, con un lieve gradiente di bianco in fronte (la fascia "Sarà dura...ma arrivuma!" mi è rimasta...) ed un più marcato segno della canotta su collo e braccia.



Nella mente e negli occhi ho due momenti che sono la sintesi estrema di questa mia avventura: quando al 36° km uno degli organizzatori mi ha chiesto, guardandomi in faccia:" Te la senti di andare avanti?", ed io che dentro di me non me la sentivo più ho risposto:"...sì, ci provo!". E Poi dopo due soli interminabili kilometri e mezzo, seduto su un masso sotto il maestoso "Cerro Bello", con la testa tra le mani e le mani nei capelli, mi sono sentito ripetere la stessa domanda...e mi veniva di ritirarmi e piangere un pò per la stanchezza infinita, ma ho continuato a sperare di potercela fare, camminando anche in discesa da lì all'arrivo, con la sola forza di una volontà che solo questa disciplina del trail mi ha fatto pienamente riscoprire. 



Nel cuore tante belle sensazioni, fatte di sofferenza, tanta, patita dal 30° kilometro in poi "a secchiate" proprio; fatte di amicizia, quella del mio amico, non più solo virtuale Franco Chiera, di Sarah L'Epee e di suo fratello Jonathan, ancor più splendide compagnie in questa già splendida maratona; fatte di passione e della riscoperta di emozioni che, dopo Palermo, sentivo di stare perdendo. Ne parlavo col mio compagno di corsa di ieri, residente a Tolfa, una conoscenza che è nata lungo gli ultimi 10 km della gara, dopo averlo soccorso in difficoltà muscolare attorno al 30°, sono poi stato ripreso e soccorso a mia volta psicologicamente e moralmente da questo signore, del quale incredibilmente non ricordo il nome ma che scoprirò e ritroverò ben presto dopo la pubblicazione della classifica, spero tra poche ore: abbiamo chiacchierato tanto nella parte finale della gara e, dicevo, gli ho spiegato di come Palermo ha rappresentato per me la fine di un ciclo iniziato dodici, tredici anni fa quando ho mosso i miei primi passi nel running: da lì in poi o mollavo e cambiavo sport, oppure ritrovavo i vecchi stimoli e le vecchie sensazioni di una volta, quando mi prendeva l'ansia della vigilia, la notte precedente non dormivo bene, allo start mi saliva il cuore in gola ed all'arrivo mi veniva da piangere. Questa è stata Tolfa 2015, la mia prima eco maratona, il mio primo sterrato serio, il mio "battesimo di fuoco" lontano dalla strada e dall'asfalto, che tanto mi ha dato ma nei confronti del quale la spinta propulsiva si era ormai inesorabilmente esaurita.





E se sono qui, con le gambe ancora impastate ed il fiato ancora corto a cercare in calendario il prossimo evento che meriti di esser vissuto lo devo un pò a questa gara, a Sarah e Franco che me l'hanno consigliata, un pò più dura di quanto mi era stata descritta, ma proprio per questo ancor più bella e coinvolgente, coi suoi luoghi e scenari che, tanto, non riuscirei a descrivervi in certi tratti e neppure ci provo, lasciando il lavoro alla vostra più fervida immaginazione o alla lettura dei libri della saga della Compagnia dell'anello di Tolkien. 



In attesa della classifica ufficiale, che sancirà il tempo da battere per tutti coloro che sono arrivati dietro di me, tra qualche giorno riprendo gli allenamenti perchè ho voglia di migliorarmi e di prendere qualcuno prima di me. Non finisce mica qui...
A presto.


lunedì 30 marzo 2015

ULTIMO LUNGHISSIMO PRO-TOLFA

36 km oggi, sui 38 previsti. Sarà stato l'ouzo di sabato sera ancora nelle gambe, ma l'ultimo lunghissimo prima dell 'Ecomaratona dei Monti della Tolfa prevista tra 26 giorni non chiarisce le mie reali possibilità di tagliare il traguardo in questa piccola-grande impresa, la prima del genere nella mia esperienza da runner. Restano tre settimane ancora di lavoro, che cercherò di sfruttare al meglio. Sento di avere autonomia piena fino ai 30 km, poi cala un pò la nebbia.
Ho corso i primi 15 km in scioltezza, perdendomi peraltro un'infinità di volte in strade di campagna costellate di oliveti. Tutte strade senza uscita, percorse per la prima volta in una zona un pò fuori mano, nelle campagne tra Galatone e Sannicola, vicoli dei quali mi rendevo conto solo solo quando andavo a "sbattere" contro improvvisi muri a secco o cancellate che delimitavano proprietà private.
E così, in questo andirivieni tra le campagne di Sannicola, mi sono ritrovato, a mia insaputa, a delimitare la Statale 101 che collega Lecce a Santa Maria di Leuca. Un altro paio di kilometri su una complanare, prima di rendermi conto che dovevo girare i tacchi e ritornare indietro a raccogliere le mollichine di pane sapientemente sparse lungo il percorso.
Non chiedetemi come ho fatto, ma sono riuscito a ritornare indietro ed ho proseguito per strade molto più familiari, che mi hanno portato prima a Villaggio Santa Rita, Quattro Colonne, sul lungomare Santa Maria al Bagno-Santa caterina, Portoselvaggio Torre dell'Alto e Villa Tafuri e da lì attraverso Campo dei Fiori ed Incoronata nel centro abitato di Nardò, da dove ero partito, proprio sotto il portone di casa mia.
Uno schianto. 36 km. Primi 15 benissimo. Dai 15 ai 24 bene. Dai 24 ai 30 benino. Dal 30° al 31° il primo colpo serio, poi la situazione si è deteriorata. Sono arrivato al 36° km stanco e con un colorito cadaverico. Ho sofferto davvero tanto, forse troppo.
Non so se preoccuparmi o prendere il buono. Il penultimo lunghissimo fu da 33 km, questo da 36, ma avrei gradito di più chiudere un 38. Mi avrebbe dato maggiori certezze. Adesso devo impiegare questi ultimi 25 giorni a fare una buona alimentazione ed uscite di maggiore qualità che quantità, secondo me. Imposterò una gara molto da freno a mano tiratissimo, perchè rischio il ritiro se non sto attento. Se oggi fosse stata gara non credo l'avrei chiusa: al 36° ero cotto.
Ma non a caso, penso, oggi NON era la gara. era un allenamento, e gli allenamenti servono proprio a questo. A tarare sì gambe e polmoni, ma anche la testa.
A presto.


domenica 8 marzo 2015

Secondo lunghissimo pro-Tolfa

La corsa di stamattina: 34 km, partenza da Santa Maria al Bagno, piazzale delle Quattro Colonne.

Quattro Colonne-Santa Maria al Bagno (Nardò)

Percorro il lungomare fino al suo limite, ai piedi di Torre dell'Alto, dove imbocco la scalinata che porta fin su in cima alla torre. Da lì inizia un lungo sentiero sterrato che mi porta a scendere lungo un tratto molto ripido, da percorrere a piedi senza correre a causa della presenza di rocce ripide e tratti di breccia e pietrisco sottile scivoloso. Dopo circa un kilometro percorro la spiaggia di Portoselvaggio, sassosissima, e risalgo lungo il cosiddetto "canalone", una salitone spezza gambe che percorro per una buona metà correndo, poi arrancando di buona lena. Alla fine della salita sono giunto alla fontanella di Villa Tafuri.

Spiaggia di Portoselvaggio

Trenta secondi di ristoro e via. Mi rituffo nel parco, lungo sentieri resi lenti dalle abbondantissime piogge delle ultime ore. Esco a Torre Uluzzo e dopo un breve tratto asfaltato in corrispondenza del Ficodindia, piego a sinistra verso l'Arenile, e da lì sempre percorrendo sentieri sterrati a ridosso del mare, tra tratti di roccia, scogli e sentieri impantanati e quasi paludosi (la pioggia!), arrivo al Frascone, quindi a Lido dell'Ancora e alla spiaggia di S.Isidoro, lambendo la torre e fermandomi per un altro sorso d'acqua alla fontana pubblica. Il ritorno è tutto asfalto, almeno fino a Uluzzo, dove rientro nel parco per uscire ancora alla fontana di Villa Tafuri, quella dell'andata.

Baia di Uluzzo, con la torre diroccata

Sempre su strada scendo giù da Strada Santa Caterina e il mio cronometro segna 30 km. Ai quali aggiungere i 4 del tratto percorso a ritroso rispetto all'andata Torre dell'Alto-Quattro Colonne. E son 34. E' il secondo lunghissimo della mia preparazione personalissima per Tolfa. Nel mezzo di questi allenamenti lunghissimi, tanti medi di 15-16 km, tante salite e pure qualche seduta di potenziamento in palestra. Adesso, tra una settimana la mezza di Lecce e tra ventina di giorni, si replica con quello che potrebbe essere l'ultimo lunghissimo da 37/38 km.
Tabellino finale di oggi: 34 km in 3h 26'. Passo medio 6'05". Perfetto, direi.
A presto.


mercoledì 4 marzo 2015

CAPITA


Effettivamente capita.
Capita la domenica mattina, ad esempio, quando fuori magari fa freddo o è umido e tu sei al caldo nel letto e sai che vieni da una settimana di lavoro e che te ne aspetta un'altra.
Capita a me ogni volta che esco nel dopolavoro, alle 15, quando devo decidere se pranzare o uscire.
Capita ogni volta che muovi i primi passi dopo lo start di una maratona, quando sai che dovrai buttare avanti un passo dopo l'altro per circa 42mila volte, più o meno e nel mio caso per circa 4 ore di fila, che più o meno era un giorno di scuola elementare, dalle 8:15 alle 12:15, di quelli che quando eri piccolo non ti passavano mai ed ora che sei grande...non passano ugualmente!
In realtà non capita spessissimo, che se fosse così in fondo davvero ti verrebbe da pensare e dire:"Ma, scusa, ma chi te lo fa fare?". Non tanto spesso, ma ogni tanto capita.
Palermo è stata la prima volta, dopo circa 12 o 13 anni che corro, in cui mi sono fermato ed ho camminato. Una volta, due volte, tre volte, molte volte. Non mi sono ritirato, ma mi sono fermato. Ed è stata proprio una questione cerebrale, prima ancora che fisica: il cervello ha proprio detto:"Basta così, non ne ho più". Dopo Palermo ho cercato nuovi stimoli e, forse, li ho trovati nel trail.
Se son rose fioriranno, ce lo dirà la primavera che sta per arrivare. Buonanotte.

domenica 1 marzo 2015

PASSIONE TRAIL

Da un paio d'anni ci penso, da un paio di mesi ci lavoro. L'evoluzione della mia corsa si chiama trail running, sterrato, sentieri, tutto ciò che abbia poco o nulla a che fare con l'asfalto insomma. Ve l'avevo già raccontato e poi, a dire il vero, parlavano i miei scarsi e poco lusinghieri risultati degli ultimi mesi. Palermo e la sua maratona credo abbiano rappresentato il fondo, non tanto nella prestazione, che alla fine ci può pure stare,se partiamo dal presupposto che per runners piuttosto "scarso" come me chiudere una 42 km è sempre una vittoria. Ma era la mentalità, l'approccio, il lavoro che proprio non andava. Ero scarico di motivazioni, di idee e sentimento e si è visto.
L'inizio del 2015 non è stato dei migliori, con un gennaio che almeno nella prima quindicina ha riproposto le stesse cattive sensazioni dello scorso fine anno. Eppure, correndo su sterrato, anche se sono caduto un paio di volte, le gambe sembravano imballate, la testa troppo fitta di pensieri cattivi e pesanti e il meteo non aiutava, acuendo vecchi guai legati soprattutto alla sinusite, eppure, dicevo, ho stretto i denti ed ho fatto appello a quella risorsa che pare proprio il sale di molti successi: la pazienza.
Con pazienza sono uscito quanto potevo, con pazienza ho tollerato due, tre, quattro uscite consecutive in palestra, un ennesimo piccolo ma fastidioso guaio al piede destro ha trasformato queste sedute indoor in cinque e poi sei...
Ora da una ventina di giorni pare cambiato tutto. La pazienza sta pagando. Ho cominciato ad inanellare una serie insperata di uscite all'aperto e la forma sembra essere tornata quella dei tempi migliori. E, con essa, l'entusiasmo. Quindici giorni fa un lungo di 30 km, arrivato stremato, ma arrivato! Tutto sterrato. Poi uscite di non meno di 15 km, un paio, sempre su sterrato; quindi venerdi scorso 20 km, percorso misto asfalto e sterrato; fino a stamattina, dopo solo 48 ore, ancora 22 km, tutto sterrato con due soli tratti d'asfalto di poche centinaia di metri.



Ho individuato dei percorsi trail fantastici.
Parto generalmente dalla Masseria di Terranova, nel Parco di Portoselvaggio e da lì percorro un primo tratto di sentiero pianeggiante e regolare, attraverso una via provinciale (strada Cucchiara) e sono immerso in un fitto sottobosco, in un sentiero stretto e tortuoso, tra radici, rocce, e morbidi tappetini di aghi di pino d'Aleppo, così fino a Villa Tafuri, dove c'è una fontanina alla quale mi abbevero. Da lì un breve tratto d'asfalto mi porta in salita sulla sommità del parco, a pochi passi da Torre dell'Alto, dalla quale devio in basso verso la spiaggia di Portoselvaggio attraverso un sentiero ripidissimo, sconnesso, fatto di rocce alte e un pò pericolose, che mi costringono ad un mini rock trail ed a rallentare parecchio per evitare pessime cadute su un tratto isolato e inaccessibile.

Masseria Torrenova (foto www.piazzasalento.it)

Dopo circa un km sono giù nella parte più bassa, attraverso la piccola sassosissima spiaggetta del parco, che mi lascio subito alle spalle per addentrarmi nella Piana della Lea, una fitta bassa vegetazione mediterranea, ricca di sentieri e panorami che sembrano usciti dalla sceneggiatura di un libro di Tolkien. Da qui si sale, lungo un tratto roccioso e brullo, prima di uscire su uno dei tanti sentieri tagliafuoco del parco, regolari, ma pieno di saliscendi che mettono a dura prova la tenuta muscolare.

Baia di Uluzzo (foto www.fondazioneterradotranto.it)

Attraverso un'altra parte di ricca vegetazione, questa volta alta di pini d'Aleppo, e mi ritrovo nuovamente su strada Cucchiara, a pochi passi dalla Baia di Uluzzo, che mi lascio a sinistra per piegare un'altra volta nella boscaglia e, attraverso un sentiero di collegamento interno, disseminato di blocchi di pietra simbolo di non si sa bene cosa se non di uno spreco di denaro pubblico perpetrato negli anni passati da cattive gestioni del parco, torno alla base, a quella Masseria Torrenova che invece rappresenta, almeno nelle intenzioni anch'esse non sempre pienamente messe a frutto, la parte buona della presenza umana in uno degli ambienti naturali più caratteristici della penisola salentina.

Torre dell'Alto vista da Portoselvaggio (foto www.costadelsud.it)

Questo percorso, che ho preso come "campione" per il mio allenamento trail proprio per la varietà dei terreni calcati e per la presenza di zone con pendenze discrete sia in salita che in discesa, misura 11 km abbondanti. Oggi l'ho percorso prima in un senso, poi, dopo una breve bevuta a metà percorso, l'ho ripercorso a ritroso. Fino a 20/25 giorni fa fare anche solo il primo giro mi stremava. Oggi due giri e sono arrivato relativamente fresco. Ora devo provarci per tre volte.
Alla prossima.