"Dentro un ring o fuori non c'è niente di sbagliato a cadere. E' sbagliato rimanere a terra" (Muhammad Ali)

giovedì 10 luglio 2014

Restate con noi

Dal ritiro del post scorso a questo sono trascorse diverse settimane, ormai. Il blog resta sempre il luogo del rifugio, quella tana dentro la quale sembra che il tempo si fermi e nella quale ti senti al sicuro da ogni incognita e da ogni brutta sorpresa. Quando ho voglia di cominciare (o ricominciare) a chiacchierare con i miei amici virtuali, che spesso sono anche quelli reali, diciamo "più intimi", allora ricomincio a esprimere le mie impressioni su questo spazio anziché su altri più frivoli e meno profondi.
Il periodo definito di "ritiro" ha prodotto dei discreti risultati, nel senso che mi sono concentrato prevalentemente su percorsi corti, o comunque mai lunghi, di non più di 10-11 km, con inserimento spesso e volentieri di salite. Il risultato è stato aver recuperato concentrazione e "disciplina". Uscite sempre regolari, anche se il caldo di questi ultimi giorni ha messo a dura prova la mia tenuta, fisica e mentale. Se altrove piove, addirittura in alcune parti d'Italia leggo che fa proprio freddino, qui in Salento non sarà l'estate più torrida che si ricordi finora, ma lo scirocco ti si appiccica alle ossa come la proverbiale carogna e ti impasta i muscoli che è una meraviglia! Poco male. Ormai sono abituato a queste estati così. E' provato che se si riesce a mantenersi in questo periodo, poi a settembre ai primi freschi ci si ritrova tutto il lavoro estivo moltiplicato. Ed è quello nel quale spero.
Grandi gare e grandi appuntamenti d'altronde non ce ne sono, così si programma timidamente la stagione autunnale: abbiamo prenotato con un gruppo di amici e famiglie al seguito l'iscrizione all'Arrancabirra, per non farci mancare una goliardata che sta ormai diventando piacevolissima tradizione. E, forse, ma forse, a novembre vado a correre la Maratona di Palermo. Se sono rose e intendono fiorire a novembre, è bene che a fine agosto cominci a coltivarle.
Intanto mi resta in questo periodo appena appena il tempo per coltivare qualche altro hobby, tipo la cucina casalinga, nel tempo che avanza da quella professionale. Così, giusto per non farci mancare nulla! Da qualche anno sono diventato letteralmente maniaco di conserve fatte in casa: quest'anno ho già messo in cascina diversi barattoli di salsa di pomodoro, una splendida confettura di pomodori verdi e dei pomodori secchi da guinnes dei primati. Ma sono solo all'inizio.
E molto presto dal mio cilindro potrebbe uscire anche un secondo blog...
 
 

lunedì 16 giugno 2014

In ritiro

Ho trovato molto utile in questi ultimi 10 giorni estraniarmi un pò dalla rete, dai miei contatti diciamo virtuali, e dedicarmi con maggiore concentrazione a me stesso, ascoltando di più il mio corpo, le mie esigenze fisiche, finendo così col recuperare in parte anche quelle mentali. 
Venivo da un periodo di fortissimo stress psicofisico ed avevo bisogno di smaltire un bel pò di tossine. Diciamo che sono forse sulla strada giusta. La sera a letto relativamente presto, poco o pochissimo tempo al pc, cellulare spento (!!!) per diverse ore al giorno ed un recupero dei miei tempi, sia di allenamento, sia soprattutto di riposo, diurno e notturno. Una dieta sempre convintamente vegetariana, ma con la bilancia energetica spostata nettamente verso un carico di carboidrati con il recupero pieno ed incondizionato della mia grande passione: la pasta! Benzina pura nel motore.
Questo mini-ciclo durato circa 8-9 giorni sta producendo i suoi frutti e si è reso assolutamente indispensabile nel bel mezzo dei sentieri di Gravina di Puglia, dove lo scorso 8 giugno ho affrontato un bel trail, sotto un sole cocente, ma in condizioni fisiche e mentali davvero disperate: ho pensato più volte al ritiro durante la gara e prima del decimo kilometro davvero non ne avevo già più. In quei sentieri mi sono detto che qualcosa avrebbe dovuto cambiare altrimenti rischiavo di mettere a repentaglio il prosieguo di questo sport, perchè così come stava procedendo nelle ultime settimane non poteva più andare avanti. Tornato a casa, la sera, ho messo in stand-by tutto il resto e mi sono dedicato al sonno, al riposo, al relax e ad iniziare da un paio di giorni dopo ad una serie di allenamenti ragionati, progressivi, ben calibrati e mirati. 
A distanza di poco più di una settimana posso dire che la cura, questa sorta di "ritiro" fisico e spirituale, sta producendo i suoi frutti: mi sento rinvigorito, convinto, concentrato e ieri a Maglie nella stracittadina magliese ho corso davvero bene, ben sciolto, con una buona energia nelle gambe, senza mai soffrire più di tanto. Sto bene, anzi, diciamo "meglio".
Ho intenzione di continuare con questo ritmo, continuando con le salite e con una preparazione fisica e mentale che deve continuare su questa strada almeno per buona parte dell'estate. Ad iniziare da subito. Spengo tutto e me ne vado a nanna. Domani si corre.

venerdì 23 maggio 2014

VOGLIA DI TRAIL

Smaltite le gioie per la splendida riuscita della gara organizzata grazie anche alla nostra collaborazione, adesso viene il momento di ripensare solo a se stessi ed ai propri obiettivi, progettando qualcosa che mi dia gli stimoli giusti per poter continuare in questa meravigliosa avventura di corsa.
Con l'amico Massimiliano ci siamo imposti di far fare una bella figura alla nostra squadra in un torneo, diciamo meglio un circuito a squadre, che si svolge nella provincia di Lecce e che si chiama Salento Tour. Domenica prossima c'è la seconda tappa, con la gara di 10 km di Melissano, alla quale parteciperò per dare corso anche ad un mini ciclo di allenamenti che questa settimana mi hanno visto correre sul lungomare tra salite e discese, in un crescendo di forma, in vista della preparazione per una dignitosa chiusura del Trail delle 5 Querce al quale intendo invece partecipare il prossimo 8 giugno a Gravina.
Ieri ho acquistato la rivista Outdoor Running, per il secondo anno consecutivo. Proprio bella. Non ho mai fatto mistero di adorare la disciplina dei trail. Vorrei specializzarmi un pochino. Alla fine rispetto a tanti percorsi davvero piatti e monotoni che il nostro pianeggiante Salento offre, ho la fortuna di stare a pochi passi dal Parco di Portoselvaggio che almeno qualche sali-scendi te lo consente. Nulla di trascendentale rispetto ai ben più impegnativi percorsi appenninici o addirittura alpini. Nulla, ma proprio nulla di paragonabile. Ma comunque è un inizio! 
Per adesso mi alleno un pò a salire e scendere, magari tante volte. Poi provo Gravina tra una quindicina di giorni. Poi si vedrà. Ho adocchiato un paio di uscite carine per il prossimo settembre-ottobre-novembre. Ho voglia di provarci. Ho voglia di trail.
Buonanotte.



giovedì 22 maggio 2014

Portoselvaggio Half Marathon 2014, una corsa per la vita.

"Non mi era mai successo in 38 anni di raggiungere un risultato del genere. Chi mi conosce sa che generalmente sono ipercritico per le cose che vanno meno bene mentre invece non sono solito vantarmi troppo di ciò che gira per il verso giusto. Ma in questo periodo di ristrettezze e difficoltà anche per tante aziende, aver contribuito a questo miracolo sportivo e di solidarietà è davvero una medaglia che intendo indossare al collo a testa alta. Si è fatta una gran cosa, davvero. Ne sono orgoglioso oltre ogni limite. Oggi ho ripreso a correre "seriamente": 59'44" di salite e discese sotto un sole forte e caldo. Mi sa che mi tocca cambiare orario!  Con la testa un po' più leggera si corre meglio, verso nuovi stimolanti traguardi. Chi si ferma è perduto...".

Con queste parole, le parole "del cuore", un paio di sere fa ho commentato gli ultimi miei 7/8 mesi di vita, trascorsi a dar seguito ad una parola, ad impegno preso con me stesso e con un gruppo di amici. Per me, sarò un pò retrò, la parola è ancora sacra ed un impegno è un obiettivo da centrare; per me, per gli altri, ed un pò anche per dimostrare forse ai miei figli un domani che il loro papà era uno che sapeva tener dritta la barra della vita. 
Non credo che basterebbe l'intera nottata per descrivere compiutamente ciò che sono stati questi mesi nel dettaglio e forse, chi lo sa, una sera mi deciderò finalmente a scrivere un pò tutto come si deve. Vedremo, diciamo che cerco l'ispirazione. Per adesso affido alle immagini salienti ed ai video le impressioni di questo post, che intitolo nell'unico modo possibile: Portoselvaggio Half Marathon, una corsa per la vita. 
La mia, ma soprattutto quella degli angeli che abbiamo umilmente contribuito a far sorridere una volta, si spera una di più. In bocca al lupo, ragazzi!
Buonanotte.



Interviste a fine gara


Le riprese HD del drone della Horus Recorder


Premiazioni ed interviste

Il Link di PORTADIMARE

La Conferenza stampa conclusiva: il rendiconto di uno strepitoso successo:


Le immagini:



Quotidiano di Puglia- Lecce


Gazzetta del Mezzogiorno





Per vedere tutte le foto della manifestazione visitare il sito www.portadimare.it (servizi fotografici dell'amica Alessandra De Benedittis) e la pagina Facebook del fotografo ufficiale della manifestazione Mauro Pastore, oppure la pagina Facebook ufficiale della Portoselvaggio Half Marathon a questo LINK: CLICCA QUI.

domenica 27 aprile 2014

AAA TESTA CERCASI



Una giornata podisticamente memorabile quella appena conclusa, che mi vede tornare a scrivere su questo blog a poco più di un mese dal mio ultimo post, quello successivo alla Maratona di Roma.
La capitale oggi ha dato anch'essa il meglio di se, riuscendo a far umanamente emozionare anche un non convinto credente come il sottoscritto, con una cerimonia di beatificazione dei due papi che mi ha molto toccato.
Tornando invece alle nostre umili vicende terrene, oggi nel panorama delle corse su strada pugliesi c'era davvero l'imbarazzo della scelta: la mezza di Ostuni (BR), una gara di 10 km a Ginosa (TA) e la classicissima Marcialonga di Primavera di Borgagne (LE), giunta alla sua trentaquattresima edizione ed ascrivibile così alle gare più longeve del podismo salentino, di sicuro.
Io ho scelto quest'ultima, assieme ad un gruppo di amici vegliesi, con i quali ci siamo divisi il penultimo volantinaggio prima della nostra Portoselvaggio Half Marathon del prossimo 11 maggio. Altri amici sempre di Veglie ed un nutrito gruppo di galatonesi hanno optato invece per un più ampio volantinaggio ad Ostuni. Ce la stiamo davvero mettendo tutta per promuovere la nostra gara e sono certo che alla fine tutto questo impegno sarà in qualche modo ripagato.
La gara di oggi è stata poco più di una scampagnata, in realtà: a Borgagne si è vissuto un clima festoso e pen nulla competitivo, almeno per il sottoscritto. Ho corso sempre in compagnia di Emanuele Fai, con il quale siamo giunti all'arrivo insieme e devo dire che nonostante la temperatura fosse al limite e la condizione di forma fosse ancora estremamente precaria, complice anche la chiacchierata che ci siamo fatti per il primi 8 km, la gara in definitiva è scivolata via senza grossi patemi. Una certa sofferenza, ma tutto sommato anche gestibile. Il tempo finale di poco superiore ai 54 minuti (x 11 km) non è neppure da buttare.
La sensazione di oggi è di avere ancora parecchia strada da fare per raggiungere una forma accettabile, ma le gambe non girano anche perchè la testa è troppo lontana. La testa è altrove...
Per scoprire dov'è la mia testa CLICCA QUI.

lunedì 24 marzo 2014

LA MIA MARATONA DI ROMA - 2014 - ***FOTO*** - ***RISULTATI***



La maratona rappresenta davvero un evento sportivo ed umano unico nel suo genere. Ti coinvolge non soltanto nel gesto tecnico, ma addirittura nel tuo essere.
Il quadro, la tela, consuma le sue pennellate nel giro di poche ore, per qualcuno tantissime, per altri molto poche. Nel mio caso sono durate 4 ore e 5 minuti, ma quello che forse in alcuni casi conta di più è il contorno, la cornice per restare nella metafora. Una cornice che avvolge la tela fin dai giorni e dalle settimane precedenti e che dura fino a diversi giorni ancora dopo, fin quando l'acido lattico accumulato nei tuoi muscoli non ti consentirà di riprendere a camminare e correre senza che ad ogni passo il tuo pensiero non vada a quei momenti così intensamente vissuti.
Sarebbe dovuta essere la maratona da vivere con la mia famiglia, dopo diversi mesi, un paio d'anni ormai, che non ci muoviamo da casa per vari motivi. Ed anche questa volta i "vari motivi" hanno vinto, nel senso che il lavoro e sopratutto gli acciacchi influenzali degli ultimi giorni hanno impedito una partenza familiare. Così mi sono ritrovato a dover gestire una situazione diversa da come me l'ero immaginata: non più partenza in auto, ma in treno, lungo una tratta che difficilmente ripercorrerò sui binari: anzichè partire il giovedi sera e gestirmi con calma il venerdi ed il sabato precedente la gara a Roma, anche per motivi di lavoro, mi è toccata una levataccia di sabato mattina alle 3:30, con partenza in treno da Lecce alle 5:45 ed arrivo a Roma Termini alle 11:30, dopo una tratta appenninica da lavanda gastrica. Da lì, ci rechiamo subito all'alloggio, con bagagli al seguito tra metropolitane, autobus e una capitale davvero invivibile dal punto di vista del caos e del traffico. Pranzo costituito da un trancetto di pizza ed una veloce bevanda e poco dopo, per dolce, una coda immane per ritirare i pacchi gara all'Eur.
Per fortuna qui al Palazzo dei Congressi sono riuscito a rilassarmi un pò e ad entrare nel clima gara, grazie anche all'incontro (casuale) con il locale Club Rotary col quale abbiamo condiviso l'iniziativa della prossima 21 km che stiamo organizzando l'11 maggio a Nardò in collaborazione proprio con il Club Rotary; e grazie all'incontro (cercato) con l'amica che finora era stata solo virtuale, Elisa, con la quale abbiamo in comune una passione per la corsa e per la solidarietà, visto che anche loro spesso riescono a coniugare con l'associazione Spiragli di Luce le due cose. L'associazione era presente tra quelle delle charity nell'ambito della Maratona di Roma.





Con il mio idolo da sempre: Giorgio Calcaterra

Stanco morto e con una martellante emicrania ho affrontato una serata, una vigilia gara, tra le peggiori che mi potessero capitare. In trattoria ho ordinato un piattone di spaghetti conditi da tanta speranza, quella di riposare la notte quel tanto che potesse bastare per arrivare in condizioni decenti all'arrivo.
La notte: e chi se la ricorda? La notte tra sabato e domenica è successo un miracolo, un autentico miracolo. Mi sono sparato sette ore e mezza di dormita che non mi capitava da prima che nascesse Giulia, da almeno un anno ormai!!! Mai dormito così a lungo e mai svegliato così riposato, rilassato e convinto. Da qui comincia un altro racconto.



Mi presento al via della Maratona e dopo un caos vero e proprio per lasciare lo zaino al deposito bagagli, visto che non riuscivo a trovare il mio camion e che mancavano ormai meno di 15 minuti al via, riesco a trovare l'agognato mezzo, mi spoglio in fretta, lascio il bagaglio e me ne vado nella mia gabbia: pettorale 7422, gabbia C, la gabbia dei leoni, la gabbia di ferro!
Non sarà facile. Sono finalmente riposato e rilassato. cerco di concentrarmi dopo mesi di duro lavoro di preparazione della nostra gara, la Portoselvaggio Half Marathon, che ha tolto tempo ed energia alla preparazione di questa Maratona. Non sono, nè mi sento preparato, ma sono finalmente tranquillo e mi impongo una strategia attendista: piove a dirotto, sono bagnato fradicio, poco convinto dei miei mezzi tecnici: mi conviene fare il turista! Si parte...Poco dopo il Campidoglio una banda suona la musica della canzone dei sommergibilisti, la conosco: "...del nemico e nelle avversità se ne infischia perchè sa...che vincerà!". Diventa il mio mantra personalissimo che mi accompagnerà in questa 42 km di corsa lungo le strade della Città Eterna.
Le vie sono zuppe di pioggia, imposto il "navigatore", il pilota automatico del mio "sommergibile" ad un ritmo che mi consenta di non entrare mai in affanno e di gestire qualsiasi difficoltà. Comincio ad infischiarmene seriamente del nemico e delle avversità. Non ho con me nè il Garmin (che ho abbandonato da tempo), nè la voglia di guardare più di tanto il cronometro. Voglio solo ascoltare le mie gambe, la mia testa ed i miei polmoni, mi guideranno loro e loro sapranno loro cosa fare. Mi godo lo spettacolo dei 20.000 che partono con me, mi perdo nel leggere sulle loro maglie i paesi di provenienza, gli sponsor, le frasi che si sono stampati certi podisti sulle canotte, le stravaganze di alcuni corridori un pò matti o mattacchioni che dir si voglia, alcuni passi particolari, alcune battute, le frasi, gli scherzi...i colori, la musica delle fanfare e della gente che a bordo strada pur sotto la pioggia non smette mai di incitarci al passaggio. Alcuni mi chiamano a gran voce per nome, incitandomi con forza a non mollare. E quando mi stavo convincendo che ero così famoso da essere riconosciuto al passaggio, mi rendo conto che ho il nome GIUSEPPE stampato sul pettorale. Una vana illusione di grandezza, non sono Abebe Bikila e non sono certamente scalzo, anzi ho ai piedi l'ultimo modello di Mizuno regalate da Piera, Francesca e Giulia in occasione della Festa del Papà da poco trascorsa. Grandi scarpe!
Questa è da sempre la Maratona di Roma, un concentrato di emozioni che non basterebbero giornate intere a descrivere e ripercorrere. La gara...sì la gara...questa volta vola via abbastanza facilmente. Il mio ritmo un pò volutamente (ed un pò forzatamente) blando mi consente di non soffrire quasi mai cali di forma o crisi. Sarà un ritmo costante che si aggirerà sui 5'45" a km, secondo più secondo meno. sarà sempre così e scivolerà via, in solitaria, si fa per dire, tra 20.000 altri podisti che come me hanno deciso di divertirsi e misurarsi. Unici tentennamenti verso il 34° primo ed il 39° km poi, subito dopo l'incontro con mio cigino Alessandro, che lavora lì a Piazza del Popolo e che mi scatta due belle foto. Ed è quasi finita ormai.



Taglio il traguardo fresco, mai sofferente, rilassato, in scioltezza oserei dire.
Quattro ore e cinque minuti e quarantasei secondi al real time.
Quattro ore e otto il tempo generale.
Una bella Maratona di Roma, oserei dire "matura", diversa per certi aspetti sia come impostazione mentale, sia come condotta di gara, rispetto alle otto che l'avevano preceduta, quattro delle quali corse proprio attorno al Colosseo. La prossima, la decima, sarà la maratona "dell'anniversario".
Non so ancora nè dove, nè quando la correrò.
So per certo anche quella, proprio come questa, sarà a a modo suo speciale, unica ed irripetibile.
Alla prossima.




Pettorale: 7422 - SPENGA GIUSEPPE

Anno di nascita: 1976 - Nazionalita': ITA
Società: SPORT RUNNING PORTOSELVAGGIO
Tempo finale: 4:08:04
Posizione assoluta: 7028°


SplitTimemin/KmDeltamin/KmRealTime
Via Ostiense (5K)0:30:396,070:30:396,070:28:20
Via Ettore Rolli (10K)0:58:315,510:27:525,340:56:12
Lungotevere dei Sangallo (15K)1:26:535,470:28:225,401:24:34
Via della Giuliana (21.097K)2:01:115,440:34:185,371:58:52
Piazza Lauro De Bosis (25K)2:23:355,440:22:245,442:21:17
Viale della XVII Olimpiade (30K)2:52:485,450:29:135,502:50:29
Lungotevere Arnaldo da Brescia (35K)3:22:325,470:29:445,563:20:13
Via dei Fori Imperiali (FINISH)4:08:045,520:45:326,194:05:46



lunedì 10 marzo 2014

Da grande

Continua, tra un ritaglio di tempo e l'altro, la preparazione alla maratona meno preparata tra quelle finora corse e, ci tengo a precisarlo, tutte portate a termine. Roma 2014 è stata programmata più per voglia di "evasione", per necessità personale più che per espressione tecnica di corsa. Non mi concedo una gita fuori porta da quasi due anni e davvero pensavo di scoppiare se non mi fossi organizzato per una maratona. Ed eccomi giunto nuovamente alla soglia del mio quinto debutto nella capitale.
Chi vivrà vedrà come andrà a finire e l'obiettivo minimo a 'sto giro è più che mai impostare un ritmo di gara che mi consenta di tagliare il traguardo. Me ne infischio del tempo finale, ma davvero! Non mi porto dietro neppure il Garmin. Non lo dico per buttare avanti le mani, come spesso si tende a fare nel podismo. Chiudere la 42 km del 23 marzo è il mio obiettivo massimo, tutto il resto non conta.
Intanto ieri mi sono corso la bella mezza di Lecce, che quest'anno è stata azzeccatissima: percorso, organizzazione e partecipazione, oltre che clima, sono stati tutti a puntino. Bravi tutti. Se riuscissimo noi tra due mesi a fare almeno altrettanto bacerei la terra sotto i miei piedi.
Una mezza a quindici giorni da una maratona casca proprio a fagiolo, non c'è che dire. Inutile che dica com'è andata dal punto di vista tecnico: commentare un 1:53' non è eccezionalmente gratificante, ma così è in questo periodo, prendere o lasciare.
Mi sono allenato poco, male, senza testa, nè coda. L'impegno personale della 21 km che stiamo portando avanti per il prossimo 11 maggio a Portoselvaggio ha di fatto catalizzato i miei ultimi 4 mesi di vita, confermando quello che in parte "temevo" alla vigilia dell'imbarco su questa nave: non è, nè sarà facile. Infatti non lo è. Certo l'impresa sarà gratificante, senza ombra di dubbio. Ma forse è bene che rifletta, all'indomani della Maratona di Roma prima e della nostra 21 poi, su cosa davvero Giuseppe Spenga vuole fare da grande. Vorrei davvero più di ogni altra cosa, almeno una volta, pensare a me e soltanto a me. Ci sarà modo e tempo per riflettere, adesso non serve.
Adesso serve correre. E correrò...più forte che posso, come sempre da quando son nato d'altronde.
Alla prossima.

Arrivo "Corri a Lecce" - 2014