"Dentro un ring o fuori non c'è niente di sbagliato a cadere. E' sbagliato rimanere a terra" (Muhammad Ali)

giovedì 25 luglio 2013

Io sono ancora qua

Sono trascorse due settimane dal mio ultimo post, anzi, credo qualcosina in più. Ho telefonato ieri alla clinica privata nella quale ho effettuato l'ecografia al polpaccio sinistro che ha evidenziato lo strappetto al gemello mediale che tanto fastidio mi ha dato nelle scorse settimane ed ho fissato un nuovo esame per martedi prossimo. Ancora una volta, non mi resta che avere un altro pò di pazienza.
Ho superato quella fase di riposo dalla corsa che spero mi abbia consentito una cicatrizzazione muscolare più rapida. Tra pochi giorni saprò come stanno realmente le cose. Nel frattempo ho deciso che indosserò scarpe e canotta e mi concederò una corsetta di prova domani pomeriggio: sarò a S. Isidoro per impegni familiari e quale miglior posto per ricominciare a far almeno finta di corricchiare un pò se non nella bella marina di Nardò, la mia preferita! Venti minuti o mezzora, non di più, promesso. Giusto per sentire cosa hanno da dire le mie gambe.
In questi giorni "di riposo" il mio tempo è stato completamente assorbito dal lavoro ed è passato abbastanza in fretta in realtà, tra negozio, fiere, sagre e tutto il caos che l'estate si porta inevitabilmente dietro, con gli orari che saltano e gli impegni che, quelli sì, continuano a rincorrersi senza sosta: avendo per forza di cose rimodulato le mie giornate rinunciando alla corsa, non è stato facile questo pomeriggio rientrare nell'ottica di doversi ritagliare quell'ora, ora e mezza della giornata per correre. Ho provato una strana sensazione, dopo almeno dieci anni dal mio inizio, combattuto tra la grande voglia che ho di riprendere lo stato di forma lasciato prima dell'infortunio e comunque la necessità di dare il meglio di me stesso anche in ambito lavorativo, dove la situazione è resa complicatissima da questo periodo economico davvero balordo. Così ho deciso per una sgranchitina di gambe per domani.
E' ora di riprendere il bandolo della matassa interrotto, in attesa che martedi prossimo il medico ortopedico dia il via al mio completo e pieno recupero. Spero bene, io... ci sono!!!



(S. Isidoro - Nardò)

martedì 9 luglio 2013

LO STRAPPO

Stamattina ho effettuato l’ecografia al polpaccio sinistro dolorante. L’avevo programmata da tempo, ma mi sono deciso a prenotarla solo in seguito a un acuirsi del fastidio durante l’uscita di sabato scorso e nelle settimane precedenti, quelle di carico con gli amici di Galatone delle quali ho parlato nei precedenti post.
Non ci ho dormito la scorsa notte, più per i pensieri negativi che per il dolore. L’esito è il seguente:


 Lesione del muscolo gemello mediale di SX delle dimensioni di 13x12x5 mm

Praticamente ho rimediato uno strappetto muscolare, non molto esteso, ma in un punto fastidioso, appunto, il gemello mediale, che è cruciale nella corsa. Durante la gara di Minervino il bruciore mi aveva accompagnato lungo quasi tutto il percorso e così sabato scorso: non potevo continuare in questo modo. Da settimane parlavo ai miei amici di corsa di questo doloretto, ma mai forse dandogli la giusta importanza.
Adesso mio malgrado mi tocca uno stop di almeno 15 giorni, in attesa di un nuovo riscontro ecografico che mi dica se lo strappo si ricuce da solo o avrà bisogno di un aiutino (Tecar terapia, onde d’urto, ecc.). I consigli e le eventuali esperienza dei lettori sono sempre ben accetti, anche se ho deciso di affidarmi nelle mani del medico ortopedico che mi ha fatto l’ecografia, e che ho sentito molto sicuro di sé.
Poco male in realtà dal punto di vista (diciamo così) agonistico, perché in questo periodo, a parte un pullulare di belle garette provinciali di 7-8 km, che naturalmente salterò, non c’è granchè in giro di importante.
Voglio cogliere questo stop come un’occasione per rigenerarmi un po’ nella speranza che si cicatrizzi il tutto per bene e mi consenta di allenarmi in agosto-settembre per gettare le basi per qualche mezza autunnale e chi lo sa, per il ritorno su una maratona, che desidero tanto e che quest’anno, dopo 8 di fila, mancherà all’appello (ormai è una certezza).
Pazienza. Ci vuole pazienza e bisogna fare le cose per bene: se mi fossi deciso a fare l’ecografia qualche mese fa probabilmente adesso avrei già risolto. Ho imparato un’altra lezioncina: mai sottovalutare bruciori o dolori interni che persistono per più di tre o quattro uscite. O ti fermi di tua spontanea volontà, oppure vai subito a farti un’ecografia per capire cos’è, evitando di spendere soldi inutilmente in scarpe nuove, plantari, fisioterapia, massaggi…e di non risolvere comunque un bel nulla!
Insomma, terrò informate tutte le mie migliaia e migliaia di fans sull’evolversi della situazione. Ci sentiremo presto, promesso.

Alla prossima ;)

venerdì 5 luglio 2013

"Pensieri ghiacciati" - *FOTO*

Riprendendo il precedente, quelli di questo post sarebbero dovuti essere "pensieri a freddo", cioè il seguito ragionato e tecnico del racconto relativo alla gara di Minervino. In realtà, visto il ritardo cronico col quale ne parlo, si può ormai parlare di... "pensieri ghiacciati"!
L'estate ormai ampiamente iniziata dilata gli orari e, soprattutto la sera, restringe terribilmente il tempo dedicato al riposo: così ti ritrovi a sederti davanti al PC ad orari assurdi, a mezzanotte o giù di lì, con la testa già proiettata al suono della sveglia della mattina dopo e pur avendo tante cose da poter e voler raccontare, è sempre un pò troppo tardi per farlo.
Tornando a Minervino, ho proprio voglia di dire che è stata una gara molto bella, patrocinata dal CSI, che non è la Fidal per quanto riguarda organizzazione, pacchi gara e contorno alla corsa, ma che da qualche anno in qua sta molto migliorando a mio modesto parere, offrendo un "prodotto podistico" di ottima qualità. Suggestivo più di ogni altra cosa il percorso scelto per correre questi 7,600 km in un clima caldo ma non torrido, lungo strade urbane ed extraurbane, caratterizzate queste ultime da splendidi passaggi su sterrato, all'interno di uliveti secolari, costeggiando meravigliosi Menhir e Dolmen tipici di certe zone rurali del Salento più suggestivo, quello che trasuda storia, cultura e paesaggi ultra millenari.


(Dolmen "Scusi" di Minervino)

Davvero azzeccato questo connubio tra corsa, sport e cultura. A me piacciono moltissimo queste gare che si svolgono su percorsi che saranno forse meno veloci e tecnicamente meno ricercati dai runners più evoluti, ma che sicuramente catturano la mia fantasia ed il romanticismo di chi come me corre anche e soprattutto per "evadere" un pò dalla cosiddetta normalità.
Non c'era il pubblico delle grandi occasioni e questa gara non ha registrato numeri significativi, anche perchè la data infrasettimanale (martedi) e la pessima pubblicizzazione della stessa nei giorni precedenti non hanno certamente aiutato. 
Tuttavia i miei 37'27" e soprattutto la relativa facilità di corsa, il sentirsi sempre in gamba e un fiato mai tanto corto da farmi soffrire più di tanto mi confortano per i frutti che cominciano ad arrivare dopo un'invernata ed una primavera da dimenticare e mi fanno ben sperare per il futuro. 
Voglio pensare positivo: al prossimo appuntamento il 14 luglio, la Scalata delle Veneri di Parabita, gara quasi interamente in salita, volerò... come San Giuseppe da Copertino! 
Alla prossima ;)

Io (al centro) insieme ai miei due compagni di squadra Claudio (a sn) e Samuele 

martedì 2 luglio 2013

Grand Prix Le Strade del Salento 2013 - Pensieri "a caldo"

E' appena scoccata la mezzanotte quando aggiorno il mio blog, dopo aver appena raccolto le foto, i commenti e tutto quanto riguarda la bella gara di questo pomeriggio a Minervino (LE), prima tappa del Grand Prix le strade del Salento. Lascio le mie considerazioni personali tra le righe del mio blog come ultimissimo atto di questa lunghissima giornata di lavoro, impegni, e anche, dulcis in fundo, di una gara che ha saputo darmi le sue soddisfazioni, confermando che mi sto incanalando lentamente ma con costanza in un periodo credo di discreta forma fisica, grazie ai recenti allenamenti in compagni degli amici di Galatone.
7,600 km corsi in 35'27" lungo un percorso molto suggestivo costellato di Dolmen, Menhir, sentieri incorniciati da lunghissimi muretti a secco che delimitano distese di ulivi secolari.
E' la tipica campagna del basso Salento, dalle parti di Otranto per intenderci. Queste corse e questi paesaggi valgono più di mille vittorie e mille pacchi gara. Questo circuito mi piace proprio perchè esce dai soliti percorsi urbani o extraurbani a volte monotoni ed un pò insipidi ai quali tante gare ci hanno abituati, per immergersi in luoghi ricchi di storia e cultura salentina. E questo mi piace. Ed è proprio per questo motivo che intendo continuare, se gli impegni lavorativi lo consentiranno, a correre questo circuito di gare molto suggestive.
Adesso spengo tutto e me ne vado a nanna perchè sono stanchissimo, praticamente una pezza, e tra poche ore la sveglia suonerà di nuovo.
Questi i miei pensieri " a caldo". Per i dettagli e le considerazioni tecniche relative alla gara di oggi, ci risentiremo domani, spero, "a freddo".
A presto... 







giovedì 27 giugno 2013

(R)ESTATE CON NOI...

Forse ci siamo. Che sia la volta buona e dopo un'invernata di stenti ed una primavera altalenante e senza acuti, l'estate mi stia riportando sulla giusta carreggiata?
E' ancora presto per dirlo, ma i segnali della riscossa questa volta ci sono e sono incoraggianti. Da tre settimane mi alleno regolarmente, tre uscite settimanali e tutte di alta qualità. Ho avuto l'enorme fortuna di trovare un gruppo eccezionale sulla mia strada, i runners di Galatone, con i quali condivido orari e giorni d'uscita, anzi più che giorni...sere!
Si esce dopo le 21, cioè dopo i rispettivi impegni di lavoro e questo mi va di lusso; si esce a correre dagli 8 ai 10 km e questo è ottimo; si esce a ritmi che sostanzialmente sono i miei e ce n'è per tutti i gusti: se mi va di tirare c'è chi lo fa, così come c'è chi tiene il mio stesso passo, oppure se proprio sono stanco ho la possibilità di stare sempre comunque in compagnia di chi sta un pochino più dietro. Insomma, gli allenamenti vanno alla grande finalmente e le uscite si arricchiscono spesso di allunghi e salite che in poco più di tre settimane mi convincono a dire di aver quasi quasi recuperato la forma giusta. Buone anche le tisane ed i the a fine corsa! ;)
Attendo quindi le prime uscite ufficiali estive e, a tal proposito, quasi come segnale premonitore, nella mia casella di posta elettronica ho appena trovato le brochure-regolamento del mini torneo estivo "Gran Prix- Le strade del Salento", organizzato dal CSI Terra d'Otranto. Da provare, compatibilmente con gli impegni di lavoro.
Per adesso mi godo questo rinnovato entusiasmo senza correre troppo con la fantasia, anche se per i prossimi mesi qualche progettino già mi frulla per la testa. Ne riparleremo a breve...
Alla prossima! :)



domenica 16 giugno 2013

"...l'amor che move il sol e l'altre stelle"

Voglio dedicare questo post al mio amico Luigi, col quale mi ero un pò perso di vista e che ho ritrovato nei mesi scorsi prima su facebook e poi nella vita reale. Voglio dedicargli un pensiero, in questa serata per lui credo un pò triste: abbiamo frequentato per diversi anni lo stadio di Lecce, poi io ho mollato un pò e lui invece è rimasto legato a quella maglia ed a quella squadra. Per me sono cambiate nel frattempo tante cose: ho perso fiducia nel calcio negli ultimi anni, dagli scandali legati all'affare "Moggi" e poi ai regali venuti fuori agli arbitri (i famosi Rolex, chi se li ricorda?). La mazzata finale l'hanno data i tribunali, le sentenze, le retrocessioni d'ufficio, l'ha data il calcio scommesse, legato a doppia mandata all'apertura di miriadi di ricevitorie dove ormai si istituzionalizza un business che nulla ha a che fare col pallone e con lo sport, ma tanto, anzi tantissimo col denaro.
Mi sono convinto che è quest'ultimo, il denaro, e non "...l'amor che move il sol e l'altre stelle", per citare impropriamente e poco poeticamente Dante e la sua Divina Commedia. Ecco, si tratta di una commedia, appunto, che di divino ha ben poco, o nulla.
Una commedia è il calcio, nel quale secondo me si decidono partite a tavolino, i giocatori intrallazzano tra di loro, i dirigenti idem e gli sponsor ed i diritti televisivi si contendono ciò che resta. Ai margini ci sono i tifosi che ancora ci credono, tipo il mio amico Luigi, che ancora stanno male se il Lecce perde una promozione in una serie superiore all'ultima giornata. E così come il calcio, uguale è la politica, dove attori, commedianti, fanno finta di farsi la guerra, mentre in realtà sotto banco fanno l'amore, in senso figurato, ma in molti casi si è scoperto anche non figurato. E ad un certo punto escono fuori da sotto il banco e lo fanno alla luce del sole. Il tutto mentre i loro "tifosi", anche lì, si scannano allegramente tra di loro facendosene una ragione. Ultimamente qualcuno paga pure il biglietto per poter partecipare allo spettacolo.
Una commedia...o forse la vera tragedia dei nostri tempi.
L'antidoto a questo andazzo io, caro Luigi, forse l'ho trovato da qualche anno in qua: me ne strafotto del pallone, tanto per cominciare; me ne comincio a strafottere della politica, almeno della loro, per come la intendono loro.
Faccio una mia politica: ho abbandonato definitivamente queste palle ed ho scelto di correre senza palle al piede! Corro e basta. E mi capitano giornate come questa, nelle quali mi alzo presto per andare a correre assieme ad un gruppetto di amici una anonima stracittadina organizzata da un comitato parrocchiale con poche altre decine di disperati, nelle campagne amare arse dal sole della nostra città. Biscotti, bottigliette d'acqua, banane, bottiglie di vino. Io, la strada, la vigna, il sole forte ed un paio di amici sinceri al mio fianco. Corriamo fino a non poterne più, fino ad un traguardo tagliato il quale non ci spettano nè premi, nè onori, nè glorie, ma solo tanto affetto, simpatia ed amicizia. Si chiama sport: è gratis, non ci perquisisce nessuno quando arriviamo nè rischiamo mazzate quando andiamo via. Non si scommette, non si compra, nè si vende nessuno; non c'è nessun arbitro da corrompere, nè gente in fuorigioco, o attivo o passivo; non esiste il rigore, nè quello vero, nè quello fasullo.
Per dirla con le parole del più grande velocista di tutti i tempi, Jesse Owens: "Amo correre perché quando corri puoi contare solo sulle tue gambe e sul coraggio dei tuoi polmoni".
Prima di disperarti per quei quattro venduti, chiunque essi siano, pensaci e magari corrici su.









venerdì 7 giugno 2013

PER QUALCHE DOLLARO IN PIU'

Sono stanchissimo in questi giorni. Sto correndo, ma brevi distanze. Oggi, ad esempio, partito da casa per fare due giri del Parco di Portoselvaggio, ne ho fatto solo uno, per un totale di poco più di 6 km, sotto un sole che picchiava una meraviglia e dopo ben 8 ore di lavoro.
Arrivo sempre alla sera con una gran voglia di andarmi a riposare dalle fatiche di giornate di lavoro, quell sì, invece piuttosto lunghe ed intense.
Come ieri sera, quando alle 21:30 non ne avevo più ed invece che uscire come avevo programmato (alle  15 comincia seriamente a far caldo), ho deciso di andarmene a letto, non prima di aver visto qualche minuto di tv.
La mia attenzione è stata catturata da un documentario che ho trovato interessante e sconvolgente allo stesso tempo, tanto da condizionare l'intera mia giornata e spingermi a scrivere queste poche righe: su Rai Storia ho beccato una puntata di La Storia Siamo Noi dedicata alla vicenda Eternit in Italia, nascita e purtroppo morte di un sogno, e non solo di quello.
Parole come Asbestosi*, Mesotelioma**, Carcinoma Polmonare mi hanno perseguitato in tutta la loro crudezza da stamattina ad ora, ne sono rimasto davvero shokkato!
Ciò che mi ha turbato maggiormente della questione legata all'Eternit ed alla cancerogenicità dell'inalazione di fibre d'amianto, che ha causato la morte di migliaia di operai e cittadini italiani che hanno lavorato nelle fabbriche di Casale Monferrato e Bagnoli, è stato ripercorrere il sogno economico italiano rappresentato per quelle famiglie dall'aver lavorato all'interno di una fabbrica che avrebbe potuto e dovuto garantire a loro ed alle loro famiglie una vita di gioie e serenità, ed essersi risvegliati alcuni anni dopo nel peggior incubo sanitario che forse la storia del nostro paese abbia mai conosciuto.
Mi ha sconvolto il dolo, appurato dai giudici che nei giorni scorsi hanno emanato la sentenza di appello con la quale si condannano i vertici dirigenziali dell'azienda.
Mi ha fatto pensare come in questo nostro Paese, al di là dei periodi di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi ultimi anni, anche nei momenti del cosiddetto boom economico si sia sempre vissuto "in crisi", se è vero com'è vero che anche quel boom economico era una farsa congegnata a discapito di ignare faglie di lavoratori, di cittadini inermi ai quali è stato venduto un incubo mascherato da sogno.
Ci penso ogni volta che percorrendo una sentiero, un viale, uno stradone di quelle campagne nelle quali adoro correre in ogni stagione dell'anno, alla periferia della mia città vedo ammassate le terribili lastre di amianto, o le canne fumarie o altri scarti di edilizia che vengono incautamente abbandonate dai cittadini nelle campagne appunto, un pò per incoscienza ed un pò perchè i costi dello smaltimento privato sono spesso proibitivi, come si conviene ad uno Stato incapace di darsi delle priorità finanziarie che non siano la costruzione di nuove opere faraoniche (la TAV ad esempio) o fantomatiche (ponti sugli stretti...sic!).
Infine, tra le decine di cose che ho pensato oggi e che sarebbe forse troppo lungo riportare qui, ho pensato alla connessione tra tragedia Eternit e la vicina questione ILVA, che in queste ore tiene (finalmente!!!) banco nella cronaca italiana. Siamo ancora qui ad interrogarci su cosa fare dell'ILVA, siamo ancora all'anno zero in questo nostro martoriato paese.
Siamo ancora indecisi se valga davvero la pena perdere la vita in un letto d'ospedale tra atroci dolori o mantenere in vita "un posto di lavoro", in questa macabra roulette russa alla quale molte famiglie salentine in queste ore sono sottoposte.
Davvero mi chiedo se "La storia siamo noi", come titolava la trasmissione, o se forse non sia di qualcun altro, e se valga la pena giocarsi la vita e quella dei nostri figli...per qualche dollaro in più.
Alla prossima.